
Per garantire la gestione della Santa Chiara bisogna trovare due milioni di franchi. E non si esclude la vendita. Lo si legge nel documento che la Fope Holding, proprietaria della clinica di Locarno, ha inviato agli azionisti. Il presidente, il dottor Filippo Simona, ha firmato nei giorni scorsi una lettera nella quale parla di seri problemi finanziari per la Santa Chiara. Dovuti in particolare a una continua diminuzione del tasso di occupazione dei letti. Servono dunque nuovi mezzi finanziari già per garantire la gestione nel secondo semestre di quest’anno. Simona scrive che, grazie alle misure di risparmio, il conto economico del primo semestre ha registrato una perdita contenuta in 80'000 franchi. Ma c’è chi ritiene che la situazione della Santa Chiara sia molto più grave di quanto indicano le cifre semestrali. Sia come sia, per andare avanti servono soldi freschi. I vertici della holding che controlla la clinica hanno quindi deciso di sottoporre agli azionisti diversi scenari di rifinanziamento, tra i quali figura, appunto, la vendita. La prima possibilità è aumentare il capitale azionario, portandolo da 2 a 4 milioni. La seconda prospettata agli azionisti è quella di partecipare a un finanziamento, sempre nella misura di 2 milioni di franchi. Il terzo scenario è aumentare le trattenute sugli onorari dei medici che operano alla Clinica, misura che però vale meno di 2 milioni. Il quarto riguarda infine la partecipazione di un gruppo esterno che potrebbe finanziare la società con 2 milioni oppure comprarsela tutta. Insomma, è l’ipotesi della vendita della Santa Chiara. Gli azionisti sono stati invitati a dire la loro, indicando la soluzione preferita. Intanto, il Gruppo Genolier, colosso nazionale delle cliniche private, ha fatto sapere di volersi insediare in Ticino. Potrebbe essere una possibilità. [email protected]
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