
Giornata speciale o per dirla con Marco Solari, "Speziale" oggi al Locarno Festival dove i rappresentanti politici cantonali e altre personalità hanno potuto scoprire il Palacinema. Un momento di celebrazione istituzionale dell'anniversario del Pardo che precede di un mese l'inaugurazione vera e propria del Palacinema, prevista il prossimo 22 settembre.
Un'occasione per ricordare la storia di un progetto costato oltre 30 milioni di franchi. La sua artefice, la già sindaco di Locarno Carla Speziali (oggi presidente della Palacinema SA), è stata la prima a prendere parola ed ha elencato la principali tappe dell'opera: "È stata una visione che abbiamo coltivato lungo tempo. Sognavamo di dare una casa al Pardo. Oggi posso confessare che sin dal principio non hoi mai dubitato sulla buona fine del progetto. Il miracolo è stata la donazione di 10 milioni di Martin Hellstern (anch'esso presente in sala n.d.r). Senza questo atto straordinario non saremmo qua oggi".
"Uno degli aspetti che ha decretato il successo del progetto - ha continuato Speziali - è la sua solidità. La città, il Cantone, i comuni della cintura, la Fondazione Stella Chiara, il Leopard Club e il settore turistico hanno tutti sostenuto il Palacinema".
Dall'ex sindaco a quello attuale Alain Scherrer che è tornato sull'anniversario del Locarno Festival: "Sono trascorsi 70 anni. Bisogna rendere merito a tutti i Consiglieri e Granconsiglieri che hanno sempre sostenuto la kermesse. Il Palacinema darà risorse uniche allo sviluppo. Sarà elemento di crescita capace di aprire nuove prospettive che Locarno ha bisogno". Il riferimento va anche all'aggregazione del Locarnese tema caro a Scherrer che ha ribadito che si batterà per la sua realizzazione.
È stata poi la volta di Marco Solari: "Esprimo tutto il nostro riconoscimento a chi ha sognato, disegnato, realizzato e finanziato questa culla della cultura, quello che il LAC è per Lugano. La politica ci ha dato fiducia, è una responsabilità che sentiamo, anche nei confronti del Locarnese e degli sponsor". Solari ha poi allargato il suo discorso alle sfide future tanto del Locarno Festival che della società: "Le fasi di evoluzioni del nostro Festival si fanno sempre più rapide, ecco perchè per questo settantesimo non ho voluto mettere l'accento sul passato. Siamo di fronte alla digitalizzazione dove tutto sarà sconvolto. Dove anche un festival nella sua fisicità dovrà cambiare. Questa è la sfida che abbiamo davanti".
Una sfida che secondo il presidente del Politecnico di Zurigo, Lino Guzzella, è da leggersi in chiave positiva. L'insolito, ma gradito, ospite della cerimonia ha poi definito il Palacinema come "un faro che porterà il nostro paese ancora più avanti".
Dopo la proiezioni di alcuni filmati che hanno ripercorso la storia del Locarno Festival attraverso le voci dei suoi storici direttori e presidenti il folto gruppo si è spostato nel chiostro dell'ex-magistrale dove si è tenuto il tradizionale aperitivo del Gran consiglio.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

