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Ticino
Locarno, cosa succede nella Polizia comunale?
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Teleticino
4 anni fa
Un licenziamento, due audit, inchieste amministrative e approfondimenti. È sempre più delicata la situazione della polizia di Locarno. In questi minuti è in corso un incontro fra gli agenti e i municipali. Intanto, Il Centro chiede che il capodicastero Zanchi si faccia momentaneamente da parte. Pronta la replica dei Verdi: “Bagarre inutile, i problemi vengono da lontano”.

La situazione in seno alla polizia comunale di Locarno è sempre più delicata. Il sindaco Alain Scherrer e il capodicastero sicurezza Pierluigi Zanchi hanno convocato l’intero Corpo di polizia per un incontro, che si sta tenendo proprio in questi minuti. Per ora trapelano poche informazioni dal Municipio, ma parte della politica si attende segnali forti. Ma perché è necessario questo incontro? Ripercorriamo brevemente gli ultimi sviluppi che hanno interessato il corpo cittadino. 

Due audit in corso

Ci sono due audit di cui si attendono le conclusioni: il primo, interno, commissionato all’ex procuratore Marco Bertoli; il secondo, di carattere più generale, affidato ad una società di consulenza.

Un licenziamento a fine settembre

A fine settembre il Municipio aveva già preso una decisione: licenziare un agente, figlio del comandante, per atti di esibizionismo in seno alla Polcom. Il diretto interessato ha nel frattempo ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento. L’uomo sarebbe stato protagonista di comportamenti inappropriati, tali da portare la città ad interrompere la collaborazione.

Altri agenti oggetti di approfondimento

Ci sono poi le fughe di notizie, finora non smentite. L’ultima è apparsa sulle colonne de La Regione questa mattina: secondo il quotidiano altri due agenti, forse anche un terzo, sono oggetto di approfondimenti da parte dell’Esecutivo; mentre la settimana scorsa, si è appreso dalla RSI, un altro poliziotto è finito sotto inchiesta amministrativa per apprezzamenti verbali verso una dipendente comunale.

Bocche cucite

È lapalissiano dire che qualcosa non funzioni, ma nessuno fino a conclusione degli audit sembra pronto a dire cosa. Il Municipio ha fatto scudo attorno al corpo di polizia, intervenendo puntualmente con delle precisazioni scritte in risposte agli organi di stampa. Sembra valere il motto secondo cui i panni sporchi si lavano in famiglia e non sulla pubblica piazza.

“Zanchi si faccia momentaneamente da parte”

Ma c’è chi, come il presidente sezionale de Il Centro Marco Pellegrini, chiede un segnale politico forte. "Di una cosa sono certo: l'autogestione in un corpo di polizia non esiste. Il Municipio dove prendere una decisione forte, qualunque essa sia", ha dichiarato ai microfoni di Ticinonews. Affermazioni che chiamano in causa la direzione operativa e quella politica della comunale di Locarno, con il capo dicastero Pierluigi Zanchi, che secondo Pellegrini dovrebbe farsi momentaneamente da parte. “Si trova in un momento in cui non ha in chiaro la situazione. O meglio è in un vortice da cui non riesce ad uscire”, aggiunge Pellegrini. “La cosa più corretta da fare è che Scherrer prenda in mano il Dicastero fino al termine degli audit per avere maggiore trasparenza”.

I Verdi: “La responsabilità non è di Zanchi”

Una richiesta già formulata in passato dal Centro che suscita la medesima reazione da parte dei Verdi. "Le problematiche sono state riscontrate all'interno della polizia già prima dell'arrivo del municipale Zanchi”, puntualizza il coordinatore del Locarnese Matteo Buzzi. “Se una responsabilità va riconosciuta a livello politico è di quei partiti che hanno occupato il dicastero in precedenza, quindi Plr e Ppd. Ma non vogliamo metterla in questi termini: noi chiediamo che il problema venga risolto al più presto, riconoscendo le problematiche riscontrate e trovando delle soluzioni per permettere al corpo di lavorare meglio in futuro".