
"Cercheremo di capire dove sono i problemi, coinvolgendo e responsabilizzando gli esercenti per fare in modo che non abbiamo dei problemi. Non abbiamo ancora fissato una data, ma stiamo esaminando cosa si può fare e capire, dal profilo legale, quali sono i nostri limiti."
Palazzo Marcacci non rimarrà con le mani in mano. Se da una parte Capo il dicastero sicurezza Niccolò Salvioni rassicura – “Locarno non è il Bronx” - dall’altra l’Esecutivo non intende neppure minimizzare.
"Stiamo già discutendo a livello di stato maggiore cosa si può fare per cercare di prevenire il verificarsi di questi episodi" ha continuato Salvioni ai microfoni di Teleticino. "Non sarebbe male che, quando questi episodi succedono, venga segnalata la questione alla centrale in modo che gli agenti possano intervenire per valutare la situazione".
Nell’ultimo mese e mezzo a Locarno gli episodi di violenza che hanno fatto discutere sono almeno due. Dopo la scazzottata all’esterno di un locale pubblico a ottobre, venerdì notte in via Pace, a poche centinaia di metri da Piazza Grande, due giovani, come anticipato da Teleticino, sono passati alle mani. Questa volta però è spuntato un coltello.
Sulla vicenda sono nel frattempo emersi nuovi dettagli. Entrambi i giovani coinvolti nella lite al momento dei fatti erano sotto l’effetto dell’alcool. La pista politica – (il giovane 20enne che ha estratto il coltello sarebbe vicino ad ambienti di estrema destra) - è stata scartata sin dall’inizio dagli inquirenti che già nella notte venerdì hanno provveduto ad interrogare entrambi i protagonisti senza procedere ad alcun arresto.
Secondo informazioni raccolte da Teleticino tutto sarebbe cominciato da un semplice battibecco tra le rispettiva ragazze. Motivi futili, dunque. La procuratrice pubblica Valentina Tuoni titolare dell’inchiesta ha ipotizzato i reati di lesioni semplici aggravate dall’uso di un arma bianca.
Tutti i dettagli nel servizio di Teleticino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

