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Festival
Locarno 76, le sale registrano un 20% in più di pubblico
Redazione
3 anni fa
Raphaël Brunschwig, direttore operativo del Festival, traccia un bilancio positivo a metà della rassegna cinematografica. E anche la Rotonda sta riscontrando un ottimo successo: "Ha l'ambizione di piacere al pubblico ticinese, ma deve essere anche un luogo di incontro per i festivalieri".

Siamo solo a metà del Festival del film di Locarno, ma dai primi risconti l'edizione di quest'anno sta andando a gonfie vele. Ce lo conferma Raphaël Brunschwig, direttore operativo del Festival, che parla di piazza e sale piene. "Dopo la pioggia dei primi due giorni, si è ripresa molto bene la piazza. In sala abbiamo registrato un 20% in più di spettatori rispetto allo scorso anno. È un ottimo segnale". Un ottimo segnale soprattutto dopo lo stop imposto dalla pandemia, che ha costretto il Festival gli anni successivi a un graduale ritorno alla normalità, con l'obiettivo di migliorare di anno in anno la performance. "La speranza", ci confida Brunschwig, "è di arrivare già quest'anno ai dati del 2019. Ma non sarà semplicissimo recuperare in Piazza grande se piove in apertura".

La rotonda del Festival sull'onda del successo

Anche la Rotonda, gestita dal Festival, sta dando i propri frutti. Un progetto difficile, ricorda ancora Brunschwig, la cui gestione è stata presa in mano dal festival 8 anni fa. "La prima Rotonda l'abbiamo organizzata in quattro mesi quando ancora c'era Mario Timbal e non è stato per niente semplice. Poi ogni anno, per vari motivi, l'abbiamo cambiata. Nel 2019 siamo arrivati a una formula, con il pallone leopardato, che è piaciuta molto. Purtroppo dopo la pandemia non c'era più la società che ci aveva aiutato a realizzare l'edizione del 2019. Siamo ripartiti insieme alla Mobiliare, cambiando la natura del progetto, rendendolo più inclusivo e integrando una parte artistica. Abbiamo trovato una formula vincente, anche grazie alla bravura del responsabile del progetto, Cristian Mancini. La Rotonda ha l'ambizione di piacere al pubblico ticinese, ma deve essere anche un luogo di incontro per i festivalieri che arrivano dal resto della Svizzera e da tutto il mondo. Grazie a un'offerta musicale piuttosto eterogenea, mi sembra che stia riuscendo bene".

Le assenze che fanno parlare più delle presenze

Quest'anno ha fatto molto discutere l'assenza di grandi star a causa dello sciopero in corso a Hollywood. Tra le rinunce a Locarno ci sono per esempio gli attori Cate Blanchett e Riz Ahmed. "È un grande dispiacere perché dietro c'è tantissimo lavoro, soprattutto da parte del direttore artistico e della comunicazione", prosegue Brunschwig. "Centinaia di email e di riunioni per cercare di convincere queste persone a usare Locarno come piattaforma per lanciare sé stessi e i propri film. È naturalmente un peccato, ma Locarno come Festival è ricchissima a dispetto della non presenza di alcune personalità. Se guardiamo la questione dal punto di vista mediatico, abbiamo avuto un'attenzione quasi maggiore a livello internazionale per la mancata presenza, in particolare di Cate Blanchett. Il sabato sera con lei avrebbe avuto un peso ancora maggiore, ma sarà comunque una serata storica per il Festival, durante la quale ci sarà il film a sorpresa del presidente".

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