
Il Muncipio di Locarno ha presentato al Consiglio comunale una richiesta di credito di 400mila franchi per demolire parte degli stabili dell'ex Macello (il corpo centrale e lo stabile subalterno verranno mantenuti). Si tratta di un'operazione di ordine e messa in sicurezza, in attesa della realizzazione del futuro eco quartiere, dove si intende realizzare un polo di eccellenza della maccatronica.
"Si tratta di far nascere" si legge nel messaggio municipale, "un quartiere innovativo, ecologicamente sostenibile e in una zona pregiata della città, a due passi dal centro. Tale sviluppo, oltre ai posti di lavoro che potranno essere creati nel futuro polo di eccellenza della meccatronica, attrarrà residenti interessati a vivere in centro, però in un quartiere sviluppato secondo concetti moderni. Si tratta di sfruttarne appieno il potenziale, in previsione delle sfide future (in ambito socio-economico) che la nostra regione dovrà affrontare".
L'area in questione è caduta in disuso dopo l'apertura del Centro tecnico logistico della città in zona Morettina: "Attualmente la situazione risulta precaria e in qualche modo pericolosa, motivo per il quale si propone l'abbattimento degli stabili più fatiscenti che vincolati non entrano sicuramente in considerazione per una questione di sicurezza in un'eventuale recupero nel contesto della futura destinazione pianificatoria" si legge nel messaggio municipale.
Il Municipio stima che bisognerà attendere almeno 4-5 anni prima che il nuovo Piano regolatore sarà operativo. Nel frattempo l'Esecutivo, una volta terminati i lavori di demolizione e gli interventi di sistemazione, intende adibire l'area a posteggio provvisorio (massimo 24 h) per bus, camper, roulotte e auto. Questo in considerazione del fatto che il terreno situato all'incrocio tra via Repini e via alla Lanca degli Stornazzi - dove attualmente stazionano veicoli di frequentatori del Lido - sarà occupato da un cantiere per delle nuove edificazioni.
Se il Consiglio comunale concederà il credito, si potrà procedere "in tempi brevi" con la demolizione di parte degli stabili nell’area ex macello.
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