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Ticino
Locarnese: le aggregazioni entro il 2012
Redazione
17 anni fa
Questo l'ambizioso obiettivo dei ministri Sadis, Pedrazzini e Borradori che hanno illustrato lo studio strategico e il questionario destinato a 5000 cittadini

La ‘Grande Locarno’ piace ai Locarnesi? Per tastare il polso alla popolazione, il Cantone ha presentato oggi in conferenza stampa a Bellinzona un sondaggio che spedirà prossimamente a cinquemila cittadini della regione. I ministri Laura Sadis, Luigi Pedrazzini e Marco Borradori hanno illustrato il sondaggio nel dettaglio e presentato lo studio d’aggregazione del Locarnese. Dallo studio strategico sono emersi dati preoccupanti sull’andamento del Locarnese e sul futuro della regione, hanno dichiarato stamane i tre direttori. Più precisamente: negli anni di crescita economica, il Locarnese è il solo agglomerato ad aver perso posti di lavoro. E ancora: tra il 1980 e il 2004 l’agglomerato del Locarnese è l’unico i Ticino a segnare un andamento medio annuo del PIL negativo. Inoltre, anche se la regione rimane la destinazione turistica più frequentata, sta conoscendo una perdita di velocità. Infine, il gettito pro-capite delle persone fisiche si riduce. Se non si arriva all’aggregazione dei 17 comuni dell’agglomerato - hanno ancora spiegato Borradori, Sadis e Pedrazzini - sarebbe importante arrivare comunque alla nascita di due entità distinte, una sulla sponda sinistra della Maggia e una su quella destra. Tre i passi principali per arrivare all'aggregazione: la creazione della rivista il “Comune”, uscita per la prima volta nel 2008, che ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione; il sondaggio d’opinione a campione nei comuni di Brissago, Ronco s/Ascona, Brione s/Minusio, Muralto, Minusio, Mergoscia e Tenero; la votazione consultiva sull’aggregazione è prevista per l'autunno 2010 per giungere alla nascita della nuova entità entro il 2012. Ieri i presidenti distrettuali dei partiti del Locarnese avevano espresso il loro sì all’aggregazione, dichiarando alla stampa: “La frammentazione del Locarnese in molti contribuisce a mantenere lo status quo con la conseguenza che la Regione si indebolisce costantemente, perdendo di giorno in giorno la sua competitività territoriale nel contesto cantonale e nazionale. Da lungo tempo si discute dell’aggregazione del Locarnese e da sempre molti politici hanno frenato questo concetto con la famosa frase “i tempi non sono ancora maturi”. Ora noi diciamo: basta! I tempi sono sicuramente maturi”. Oggi la parola è passata al Governo. La direttrice delle finanze Laura Sadis ha dichiarato che “L’aggregazione non è una semplice somma di bilanci comunali e nemmeno una banale media di moltiplicatori politici, ma qualcosa di più, un progetto comune di sviluppo e di valorizzazione del territorio. Locarno e il Locarnese, pur considerando tutte le loro particolarità e specificità, non fanno eccezione. Qui, più in particolare, la necessità di trovare il consenso tra i Comuni del Locarnese risponde alla necessità di creare una nuova governance locale in grado di affrontare i problemi con progettualità e lungimiranza, capace di gestire lo sviluppo del territorio e al contempo valorizzarne la sua vocazione turistica e culturale e di convincere e coinvolgere i cittadini in questi progetti”. Dal canto suo Marco Borradori, direttore del Dipartimento del Territorio, si è augurato che “le indagini svolte e le prospettive reali presentate nei vari moduli dello studio strategico, riprese e commentate nella rivista “Il Comune” siano di aiuto a superare l’orizzonte comunale e a far capire che un’aggregazione urbana sia di vantaggio per tutti”.

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