
Per ora si conosce l’estensione delle superfici bruciate: 30 ettari di bosco in totale (circa 17 sulle pendici del Sasso Fenduto, 13 in territorio di Ronco Sopra Ascona). Per un bilancio complessivo degli incendi protagonisti di inizio anno bisognerà però attendere almeno la primavera.
"Bisognerà vedere quali sono gli alberi che hanno resistito al fuoco" spiega Roland David, capo della Sezione forestale, ai microfoni di TeleTicino. "A dipendenza del tipo di regime idrico che avremo in primavera e in estate, nei mesi estivi si potrà vedere se vi sono degli alberi che soffriranno di più e altri se potranno soppravvivere".
Il patrimonio boschivo in Ticino occupa oltre il 50% del territorio, ovvero 148mila ettari. Gli ultimi dati sella Sezione forestale fotografano il fenomeno degli incendi boschivi dal 2001 al 2017: si va da un minimo di 12 roghi nel 2009 ad un massimo di 83 nel 2003, anno di forte siccità. 38 invece gli incendi del 2017 per un totale di 124 ettari bruciati. Come dobbiamo interpretare questi dati?
"Negli ultimi anni abbiamo avuto incendi dove le superfici variano tra i 15 e i 30 ettari. Tutto sommato si tratta di superfici contenute" aggiunge David. "Ma non sono solo le cifre che vanno analizzate, ma anche il bosco stesso. In questo caso i due incendi hanno interessato dei boschi di protezione. Per noi si tratta di analizzare più da vicino quali sono gli effetti effettivi che i due incendi hanno avuto sul bosco".
Come detto le risposte arriveranno solo nei prossimi mesi. Sotto la lente della Sezione anche le cause degli incendi. Da sempre sul podio si trova la negligenza. Una pista battuta dagli inquirenti anche per quanto riguarda l’incendio di Riazzino, partito, è stato appurato, poco distante da un rustico. L’inchiesta comunque è ancora in corso e al momento tutte le ipotesi restano aperte. Certo è che lunghi periodi di siccità e forte vento non aiutano, così come preoccupano gli intensi temporali.
"Abbiamo notato soprattutto un aumento degli incendi da fulmine, d'estate, quindi periodi di siccità seguiti da eventi temporaleschi molto violenti" dichiara David. "In Ticino è sempre stato un tema, noi siamo anche all'avanguardia rispetto al resto della Svizzera. È chiaro che siamo anche uno dei Cantoni più sensibili ai cambiamenti climatici trovandoci al sud delle Alpi. Questo sarà un tema anche in futuro, per questo stiamo mettendo molta energia nel gestire il problema".
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