Cerca e trova immobili
Ticino
L’obbligo di telelavoro? “Sproporzionato”
Immagine Shutterstock
Immagine Shutterstock
Daniele Coroneo
5 anni fa
Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio, non vede di buon occhio l’obbligo di lavoro a distanza voluto dal Consiglio federale, denunciando pure incoerenze nelle stesse misure auspicate dall’Esecutivo federale

Fra i due complessi scenari proposti dal Consiglio federale quali nuove misure volte a contenere l’ondata pandemica esistono anche dei punti comuni: in entrambe le varianti, in effetti, il Governo inserisce l’obbligo del telelavoro. Questa misura, a cui si è ricorso in più di un’occasione dal marzo 2020, fa però storcere il naso a Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio ticinese.

“Eccessivo”
Intervenuto in diretta a Ticinonews, Albertoni ha definito “incomprensibile” l’obbligo di telelavoro proposto dal Consiglio federale. “Mi sembra una misura soprattutto dichiaratoria”, ha commentato. “Oggi già ci sono numerose aziende che applicano ancora il lavoro a distanza. Inoltre, con l’aumento dei contagi diverse imprese, inclusa la mia, hanno reintrodotto autonomamente dei piani interni di protezione, penso in particolare all’obbligo della mascherina negli spazi comuni”. Pur non negando la difficoltà della situazione sanitaria attuale, Albertoni vede l’obbligo di telelavoro come “eccessivo, considerando in particolare tutte le misure che sono state applicate in quasi due anni e che hanno dimostrato di essere efficaci. Mi sembra una misura decisamente sproporzionata e che aveva già visto, la scorsa settimana, l’opposizione del nostro Cantone”.

Incoerenze
Il direttore della Camera di commercio critica poi l’opacità delle misure proposte: “Ci sono moltissime attività per le quali il telelavoro è semplicemente impossibile. Questo è del resto riconosciuto dallo stesso Consiglio federale che, in maniera un po’ fumosa, afferma di volere introdurre l’obbligo di mascherina laddove il lavoro a distanza non è possibile”. Una soluzione, quella della protezione facciale obbligatoria, che secondo Albertoni il Consiglio federale avrebbe presentato come un’alternativa di pari valore al telelavoro. “Non mi sembra che il ragionamento sia molto coerente”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata