
Il sindacato transfair (nella foto la responsabile regione sud Nadia Ghisolfi) reagisce al comunicato odierno della Posta per annunciare che 61 uffici postali in Ticino verranno garantiti almeno fino al 2020, sostenendo che a suo modo di vedere non si tratta affatto di uno "sviluppo".
"La Posta usa la parola «sviluppo» ma quello che noi continuiamo a vedere è uno smantellamento" scrive il sindacato in una nota stampa. "Oggi la Posta ha annunciato le cifre per il Ticino: 48 sono gli uffici da verificare (traduzione: che verranno molto probabilmente chiusi), mentre 61 quelli garantiti."
"Eh beh, mica male no?" prosegue transfair. "Eh no, garantiti ma con già la data di scadenza: 2020. E dopo? E chi lo sa, la Posta non lo dice. Il nostro timore è che dopo si ricominci da capo. La Posta scrive che parte della strategia per la rete postale del futuro è un dialogo intenso con i rappresentanti della politica, dell’economia e della popolazione. Anche qui, traduciamo per chi legge: intenso dialogo = io (Posta) parlo, voi ascoltate, vi esprimete, ed alla fine faccio comunque quello che voglio perché la Legge me lo permette."
"Nel comunicato si legge che verranno creati fino a 17 nuovi punti di accesso, tra cui gli sportelli automatici My Post 24" prosegue transfair. "Sportelli automatici quindi senza personale. Magari i nostri giovani potranno entrare in uno di questi sportelli a fare l’apprendistato? Mi sa di no. E le Filiali in partenariato non sono la soluzione alternativa: le condizioni di lavoro e salariali non sono garantite o equiparate a quelle del personale postale ed il personale non è tutelato. A parole nel comunicato la Posta dice di tenere in considerazione le particolarità regionali, ma poi i fatti dimostrano altro."
"Per il sindacato transfair è indispensabile mantenere un’offerta capillare sul territorio di uffici postali con relativi posti di lavoro" scrive ancora il sindacato. "Infine, cosa altrettanto importante, la Posta si deve impegnare veramente a rispettare la sua responsabilità sociale con le persone toccate da questo smantellamento: non sono dei numeri, sono delle persone. Hanno delle necessità, delle esperienze, dei vissuti. Molti hanno lavorato in posta per 30 e più anni. Bisogna smetterla di trattarli come numeri ed iniziare a considerarle come persone."
"Per tutte queste ragioni, transfair invita la popolazione a sostenere la petizione popolare lanciata recentemente contro la chiusura degli uffici postali, affinché la politica federale si chini sulla Legge postale ed introduca dei limiti a questa strategia di smantellamento assurda" conclude il sindacato.
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