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Ticino
“Lo studio IRE non può essere utilizzato"
“Lo studio IRE non può essere utilizzato"
“Lo studio IRE non può essere utilizzato"
Redazione
11 anni fa
Cosi il presidente del Gran Consiglio Luca Pagani che chiede alla SECO maggiori approfondimenti

Non cessa di far discutere la ricerca dell'Istituto di ricerche economiche dell'USI, che ha suscitato un vero e proprio polverone nel Cantone. A finire nell’occhio del ciclone la conclusione nella quale si spiega che statisticamente non si assiste ad un effetto rilevante di sostituzione di manodopera in Ticino. A prendere posizione ora è l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, che si rivolge direttamente alla SECO, committente dello studio, che lo ha pubblicato interamente settimana scorsa nonostante le critiche arrivate dal Ticino.

Cosi il presidente del Gran Consiglio Luca Pagani (al centro nella foto) durante l'apertura quest'oggi della seduta parlamentare: "Nella sua riunione odierna l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio ha deciso di ribadire alla SECO che a suo avviso lo studio non è completo, non fornendo risposta a buona parte dei quesiti formulati nell'incontro del 2013 e nel mandato stesso. Ai fini di valutazione ufficiali lo studio non dovrebbe pertanto in alcun modo essere utilizzato in questa versione parziale". 

Ma non è tutto perché l'Ufficio presidenziale si aspetta ora dalla SECO (e di conseguenza dall’IRE) approfondimenti sui temi del frontalierato e del dumping salariale, nonché una spiegazione sulla discrepanza tra i dati SECO e la realtà percepita dai ticinesi.

"L'ufficio presidenziale ribadirà alla SECO" ha sottolineato ancora Pagani, "che si attende un complemento dell'indagine sulla base dei punti sollevati nell'incontro preparatorio del 2013 e in parte ripresi anche nel mandato al fine di avere un quadro completo della situazione". 

Nell'audio allegato il servizio di Radio 3i. 

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