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"Lo studio dell'IRE lo paghi Maggi"
"Lo studio dell'IRE lo paghi Maggi"
"Lo studio dell'IRE lo paghi Maggi"
Redazione
11 anni fa
Dadò accusa l'economista di aver mancato di rispetto nei confronti dei ticinesi. "Ha arrecato un grosso danno"

Non si placa la polemica sullo studio sui frontalieri realizzato dall'IRE.

Ora, all'indomani delle interviste con le quali il direttore dell'istituto Rico Maggi ha difeso il proprio lavoro (vedi articoli suggeriti), a intervenire è il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò, il quale suggerisce di non pagare all'IRE il lavoro effettuato.

"L’atteggiamento di Maggi e dell’IRE è assolutamente irrispettoso, sia nei confronti dei ticinesi sia nei nostri" afferma Dadò sul Giornale del Popolo di oggi. "Hanno firmato un mandato che non è stato portato a termine e si permettono anche di dichiarare che la crisi del nostro mercato del lavoro sia una storiella. Hanno arrecato un grosso danno al Cantone. Sia nei confronti di tutti gli imprenditori onesti che si impegnano per risolvere i problemi, sia verso la deputazione ticinese a Berna, il cui lavoro per far riconoscere i problemi del Ticino diventerà incredibilmente più difficile."

"Non metto in dubbio né la professionalità, né la qualità dei dati" puntualizza Dadò. "Quello che noi contestiamo è l’arroganza. Persone che si atteggiano così di fronte ai ticinesi che li pagano e alla classe politica, probabilmente dovrebbero riflettere se quello è il loro posto."

"Il mandato era chiaro, loro non hanno sviscerato quasi nessuno dei tre punti richiesti" prosegue il capogruppo PPD. "Ma soprattutto, lo ripeto, è stato l’atteggiamento ad essere fuori luogo, ovvero affermare che siano “balle” che la gente si è messa in testa, sostenendo che il fenomeno della sostituzione non c’è e limitandolo a una percezione dei ticinesi. Sarebbe stato più onesto rifiutare apertamente il compito se c’era questa incapacità di portare avanti lo studio arrivado per giunta con un anno di ritardo con queste affermazioni."

Secondo Dadò, se Maggi pensa che l’effetto di sostituzione sia solo una percezione, dovrebbe approfondire la questione: "Non la si può liquidare dicendo “non sono un sociologo”."

Dadò lamenta poi il fatto che nello studio dell'IRE "viene ignorato totalmente il fenomeno dei molti giovani che si spostano all’estero o nella Svizzera interna alla ricerca di un posto di lavoro. Il mercato negli ultimi anni è andato ampliandosi, ma i nuovi posti che si sono venuti a creare sono stati occupati dai frontalieri. È chiaro che il tasso di disoccupazione non aumenta se i giovani vanno via dal Ticino. Ci sono famiglie in cui due dei tre figli hanno dovuto lasciare il Cantone, famiglie che hanno investito soldi nella loro formazione e magari anche fatto dei sacrifici, ormai vanificati."

"Forse le persone che hanno redatto lo studio non sono integrate nella società ticinese e quindi non vedono la realtà per quella che è" conclude Dadò. "Lo studio sembra non rendere conto della situazione economica e sociale “esplosiva” che il nostro Cantone si trova a vivere negli ultimi anni. Se Maggi ritiene che lo studio sia completo e che non servano approfondimenti, allora se lo pagherà lui."

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