
Lo studio dell’IRE sul mercato del lavoro ticinese non è completo e dà risposte parziali. E questa volta a dirlo non sono i politici ticinesi, ma niente meno che la Segreteria di Stato dell’economia in una lettera inviata all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio.
Lo studio – commissionato come approfondimento dall’Ufficio presidenziale – lo ricordiamo, concludeva che in Ticino i frontalieri non portano via lavoro ai residenti. La ricerca era stata in seguito definita, non attendibile, e non utilizzabile, visto che non forniva risposte a buona parte dei quesiti formulati dal Gran Consiglio.
E così carta e penna alla mano l’Ufficio presidenziale aveva deciso di scrivere alla SECO per chiedere di non utilizzare questo studio per valutazioni ufficiali sul mercato del lavoro ticinese.
E la risposta da parte di Berna come detto è arrivata. La SECO in grandi linee condivide le preoccupazioni dell’Ufficio presidenziale, e sottolinea che per le valutazioni ufficiali, terrà conto di tutta la documentazione in suo possesso, e dunque non solo dello studio dell’IRE.
Ma non è finita qui. La Segreteria di Stato sottolinea pure che elaborerà altri studi regionali – come richiesto nella missiva del Gran Consiglio – dove verrà data particolare attenzione alla situazione del mercato del lavoro ticinese.
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Christian Fini
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