
"Tutti i partiti sostengono con decisione la posizione dell’esecutivo cantonale anche di fronte alla posizione critica dell’Ufficio federale di giustizia". Così Bixio Caprara(PLR), Michele Foletti(Lega dei Ticinesi), Fiorenzo Dadò(PPD) e Laura Riget e Fabrizio Sirica(PS). E tuonano: “Not kennt kein Gebot”: lo stato di necessità non conosce legge.
Favorire le autorità locali"In una situazione di emergenza straordinaria come quella che il Ticino e la Svizzera stanno vivendo in queste settimane, l’autorità meglio preparata a valutare quali siano le misure da adottare è certamente quella locale, come ben sottolineato al Quotidiano della RSI dal giurista Filippo Gianoni" spiegano i firmatari e aggiungono: "Il diritto superiore mantiene certamente il proprio ruolo, ma anche questo principio sottostà alla necessità di adottare misure imminenti a tutela di tutta la popolazione".
"In Ticino situazione più grave"La situazione, spiegano gli esponenti politici, in Ticino è chiaramente più grave che del resto della Svizzera. "Basti osservare l’incidenza dei contagi per 100'000 abitanti che ha spinto il Ticino a decretare lo stato di necessità già lo scorso 11 marzo" proseguono.
E allora da dove nasce il potenziale conflitto tra Berna e Ticino? "Dall’evidente differenza della situazione, in particolare del Ticino rispetto al Nord delle Alpi. Ticino che si è visto esposto in modo marcato da un’epidemia che viene da sud e quindi è stato toccato prima e in modo più virulento rispetto agli altri Cantoni" concludono.
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