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Ticino
"Lo stato chiede delle delazioni in ambito medico?"
"Lo stato chiede delle delazioni in ambito medico?"
"Lo stato chiede delle delazioni in ambito medico?"
Redazione
8 anni fa
Matteo Quadranti contesta la circolare che chiede al personale medico di segnalare gli stranieri senza documenti

Una circolare inviata ai pronto soccorso degli ospedali del cantone a fine agosto ha causato malumori tra il personale medico. Si dice che quando persone prive di documenti, "presumibili richiedenti l’asilo, stranieri in transito o persone sospette", si presentano alla struttura sanitaria, anche se trasportate in ambulanza, devono essere sistematicamente segnalate per l’identificazione (vedi articolo suggerito).

Della questione si è occupato anche il deputato PLR Matteo Quadranti, secondo cui la suddetta circolare "instiga il personale medico e sanitario alla violazione del segreto medico - che è tutelato anche dal nostro Codice di procedura penale - e alla violazione della Legge sanitaria (artt. 20 e 68: il primo riguarda l’irrinunciabilità del segreto professionale e il secondo spiega quali sono le uniche segnalazioni obbligatorie conformi alla norma) e delle norme deontologiche e di tutela della protezione dei dati". 

"Secondo il portavoce del DSS il documento attiene in realtà solo a "questioni prettamente contabili e amministrative e di corretta fatturazione dei costi sostenuti dal DSS per sostenere le cure destinate a persone prive di documenti. " La risposta del dipartimento appare tuttavia manifestamente pretestuosa ed è contraddetta dal fatto che nella circolare si parla esclusivamente dei richiedenti l’asilo. Poche frasi, tutte racchiuse in una circolare recapitata a fine agosto con data di scadenza fine dicembre 2018. Si dice che quando persone prive di documenti, "presumibili richiedenti l’asilo, stranieri in transito o persone sospette", si presentano alla struttura sanitaria, anche se trasportate in ambulanza, devono essere sistematicamente segnalate per l’identificazione. E nella lettera segue un numero di cellulare da chiamare durante la giornata (delle guardie di confine), mentre dalle 22 alle 6 del mattino si telefona alla centrale della Polizia cantonale. Questo "per assicurare - è scritto - la corretta presa a carico". La lettera ai pronto soccorso è stata sì inviata dal Dipartimento della sanità e socialità, Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, per recuperare le spese delle prestazioni sanitarie, ma la delazione e violazione del segreto medico viene chiesto venga comunicata a Polizia e Guardie di Confine a cui corrispondono i numeri di telefono ivi indicati".

Fatte queste premesse Quadranti pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:

1. La circolare è stata presentata dal DSS al Consiglio di Stato per discussione e approvazione? Se sì, la stessa è stata approvata da chi? Se no, essa avrebbe dovuto essere approvata dal Governo?2. L’iniziativa è stata del DSS esclusivamente o anche di concerto con altri Dipartimenti e in caso affermativo con quale e con quali motivazioni?3. Tenuto conto delle obiezioni sollevate da medici, strutture sanitarie e avvocati, il Consiglio di Stato ha chiesto chiarimenti al DSS? Se sì, quali sono state le giustificazioni fornite?4. Il Consiglio di Stato ha ritenuto di dover chiedere un approfondimento giuridico sulla legalità della circolare sia dal profilo penale, amministrativo, civile e di protezione dei dati? In caso affermativo, si chiede venga fornito con la risposta all’interrogazione.5. Se tenuto conto di quanto emerso, non ritiene di dover annullare la citata circolare e fornire garanzie di completa cancellazione dei dati personali che dovessero essere stati ottenuti nel frattempo?

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