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"Lo stabile di Pregassona verrà sanato"
"Lo stabile di Pregassona verrà sanato"
"Lo stabile di Pregassona verrà sanato"
Redazione
8 anni fa
A 3 mesi dalla scoperta dell’appartamento “discarica", le parti si sono incontrate per la prima volta faccia a faccia

Un incontro fiume di due ore. Al tavolo per la prima volta c’erano tutti: Municipio, Polizia, Amministrazione, proprietà e Cantone. Al centro l’appartamento discarica di via industria a Pregassona. Le immagini a settembre fecero giro del web. Non solo per i 18 cani sepolti dai rifiuti, ma soprattutto perché lì dentro ci viveva un’intera famiglia con minori. Oggi, un po’ come successo in via Odescalchi, i proprietari hanno promesso investimenti.

"Come ente pubblico abbiamo preso atto con piacere il fatto che ci sia la volontà della proprietà di intervenire su questi stabili" ha spiegato il municipale Lorenzo Quadri a TeleTicino. "Intervenire dal punto di vista edilizio e intervenire anche su quei casi di inquilini che sono più problematici e che quindi creano degrado all'interno dello stabile e non solo".

Insomma oggi si è guardato avanti. Ma su un punto Quadri è stato categorico: all’origine di tutto c’è stata, probabilmente, un’operazione speculativa da parte della proprietà precedente, la stessa che - a suo tempo - gestiva l'edificio di Via Odescalchi. "Persone con problemi di tossicodipendenza o delinquenza è chiaro che sono difficili da collocare" ha aggiunto Quadri. "Probabilmente la filosofia precedente era quella di essere disponibile nei confronti di questo tipo di inquilini sapendo che poi, se si tratta di persone a carico del Cantone, il costo dell'affitto è coperto dall'ente pubblico".

Questo il passato. I nuovi proprietari, entrati a luglio, hanno promesso un approccio diverso. E la Swiss Finance è un peso massimo, a capo di circa 450 appartamenti in tutto il cantone, destinati per lo più a persone in assistenza. Di qui la presenza di Paolo Beltraminelli: "È chiaro che negli ultimi tempi la manutenzione è stata un po' carente" ha dichiarato il ministro della sanità. "L'occasione del cambio di proprietà ci dà la possibilità di vedere riqualificato e di migliorare anche la qualità abitativa di tutto il quartiere, soprattutto di tutta la zona circostante".

Proprietà e amministrazione hanno però deciso di non parlare a telecamera. Peccato perché di domande in ballo ne restano. Si sa che il caso, era noto ai servizi sociali e alle Arp. Il tanfo andava avanti da mesi. I vicini sembra avessero segnalato all’amministrazione. La magistratura, è vero, ha in seguito aperto un’inchiesta per violazione del dovere di assistenza, ma l’interrogativo ad oggi permane: perché non muoversi prima?

"I servizi sociali possono chiamare la polizia se c'è il presupposto per un intervento di polizia" ha spiegato ancora Quadri. "L'unico servizio sociale operativo della città di Lugano su quel caso era l'ARP per i minorenni coinvolti. Ma anche le scuole erano attive sulle situazioni".

"Non dico che qualcosa non ha funzionato" ha ribadito il sindaco Marco Borradori, "ma comunque questo disagio a un certo momento è esploso. Il rischio zero non esisterà mai. A noi politici, a noi operatori sociali, spetta cercare di contenerlo".

Da gennaio lo stabile passerà in gestione alla Cassa pensione che amministra gli stabili della città.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

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