
Il Consiglio di Stato ha risposto all’interogazione di Ivo Durisch (PS) e cofirmatari in cui si chiedevano lumi sull’abitabilità degli stabili per richiedenti l’asilo di Paradiso e Cadro. Nell'atto parlamentare, ricordiamo, il capogruppo PS rammentava come "già nel febbraio 2014 il centro di Via Barzaghi avrebbe dovuto chiudere perché il palazzo dopo una perizia tecnica era stato ritenuto inadeguato a ospitare appartamenti abitati".
Nella sua risposta il Governo ha innanzitutto spiegato che lo stabile di Cadro citato nell’atto parlamentare è stato dismesso in seguito all’apertura di una nuova struttura nello stesso Comune e ha ribadito come lo stabile di Paradiso sia in regola e idoneo ad ospitare i richiedenti l'asilo.
"L’abitabilità per lo stabilein Via Barzaghi è stata rilasciata dal Comune nel 1967, a favore del proprietario di allora", si legge nella risposta del Governo. Nel frattempo la proprietà dello stesso è passata al Comune stesso e Croce Rossa Svizzera lo ha in locazione dal 1989. “Dal profilo architettonico la struttura ben si presta a tale scopo essendo stata progettata in mini appartamenti indipendenti ad uso abitativo, e avendo ottenuto l’abitabilità in tal senso”, ha spiegato il Governo. “Ogni famiglia può quindi vivere la sua quotidianità privata e provvedere autonomamente alla gestione degli spazi, così come a cucinare in modo autonomo. Questo contribuisce a ricreare quell’intimità famigliare tanto preziosa per le famiglie”.
Il Comune di Paradiso ha commissionato una perizia che ha evidenziato la necessità di intervenire per la messa in sicurezza della parte strutturale più vetusta e l’ottimizzazione dell’impianto antincendio. Questi interventi sono in parte in corso, e seguiti dal Capo tecnico comunale, mentre altri sono già terminati., come ad esempio l'ottimizzazione delle strutture antincendio.Nel contempo si è proceduto pure alla sostituzione parziale delle cucine e dei pavimenti. Per il resto, la manutenzione ordinaria dello stabile è garantita regolarmente.
Nello stabile, suddiviso in mini appartamenti indipendenti muniti di cucina arredata e bagno, alloggiano 108 richiedenti l’asilo in totale di cui 45 nel settore destinato ai minorenni non accompagnati. Tra questi ultimi 24 hanno raggiunto la maggior età, ma non avendo ancora concluso il loro percorso d’integrazione, hanno la facoltà di risiedere ancora a Paradiso.
Attualmente (stato al 10 ottobre 2018) sono presenti 11 famiglie con bambini: di queste 3 sono in attesa di decisione sulla domanda d’asilo da parte della Confederazione (permesso N), 1 ha l’ammissione provvisoria (permesso F non rifugiati), 2 hanno ottenuto una decisione di non entrata in materia e sono in attesa di essere allontanate dalla Svizzera, 5 famiglie hanno la protezione dell’asilo e lo statuto di rifugiato (permesso B rifugiati), di queste 4 sono arrivate nell’ambito del progetto di Resettlment promosso dalla Confederazione.
Gli stabili per l'accoglienza in TicinoIn Ticino, fino al 2004, vi erano tredici stabili messi a disposizione da parte di Croce Rossa Svizzera (CRS) in cui alloggiavano i richiedenti l’asilo nella prima fase di accoglienza. A partire da tale anno, l’impostazione dell’accoglienza da parte del Dipartimento competente ha sempre più favorito l’alloggio in appartamento sin dall’attribuzione dei richiedenti l’asilo al Cantone, comportando di riflesso la chiusura di ben 11 stabili e l’eliminazione di 625 posti letto su 795 tra il 2004 ed il 2007. Tale impostazione si è rivelata inefficace, sia dal punto di vista dell’integrazione sul territorio dei richiedenti l’asilo (problemi di convivenza anche di un certo rilievo), sia in termini di disponibilità di posti per far fronte ai successivi importanti aumenti di attribuzioni al Cantone.
Il rialzo delle richieste d’asilo saturò ben presto la capacità di accoglienza nei due stabili citati nell'interrogazione e costrinse il Cantone a cercare degli alloggi alternativi temporanei, individuandoli nelle pensioni. Se la chiusura dei citati stabili ha potuto essere effettuata in un lasso di tempo relativamente breve, ben diverso è stato (ed è tutt’oggi) l’esercizio d’individuare contesti e spazi idonei alla creazione di nuove strutture in cui alloggiare richiedenti l’asilo nella prima fase di accoglienza.
A partire dal 2012 è stato possibile aumentare la dotazione di alloggi passando da due a quattro stabili: Paradiso (stabile situato in Via Barzaghi), Camorino (Protezione civile), Arbedo-Castione (stabile per minorenni non accompagnati) e il nuovo stabile di Cadro, inaugurato nel mese di novembre 2017 (il vecchio stabile di Cadro, citato nell’interogazione, è stato dismesso).
In questo periodo, ha rilevato il Governo, sono sate molte le risposte negative da parte degli enti locali a cui si è chiesta la disponibilità di poter alloggiare richiedenti l’asilo in spazi ritenuti idonei sul loro territorio (Astano, Balerna, Bedano, Bedretto, Gambarogno, Indemini, Mendrisio, Monteggio, Olivone, Quartino, Scudellate).
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