
L’oncologo Franco Cavalli non è sorpreso dalla conclusione di uno studio comasco, pubblicato sull’International Journal of Cardiology, che ha messo in evidenza una possibile correlazione tra aria inquinata e infarti e ictus (vedi articolo suggerito). Da tempo, infatti, sempre più studi scientifici hanno lanciato l’allarme: di inquinamento si può morire.
“Questo studio conferma quanto affermato negli studi precedenti, che da 2-3 anni vanno in questa direzione – ci dice – Questi ultimi dati sono importanti perché vengono dalla nostra regione”.Insomma, un ennesimo campanello d’allarme che il dottor Cavalli si augura venga ascoltato. “A livello politico si continua a pensare che si stia esagerando e dalle autorità arrivano sempre più inviti a non esagerare con gli allarmismi, ma dal punto di vista scientifico non ci sono più dubbi”.
“I dati di tutti questi studi sono invece estremamente solidi”. Da qui l’invito alla politica a chinarsi sulla questione. Ma come? “Serve una maggior presa di coscienza da parte delle autorità, che devono avere il coraggio anche di prendere misure impopolari, come fatto a suo tempo dall’on. Zali”.
“Ad esempio – prosegue Cavalli – Il trasporto pubblico gratuito potrebbe non essere più un eccezione bensì la regola. Visto che il traffico transfrontaliero è parte del problema si potrebbe ad esempio pensare di offrire i trasporti pubblici gratuiti ai frontalieri che rinunciano a usare la macchina”.
“Dobbiamo uscire dal nostro guscio per trovare delle soluzioni anche con l’Italia – conclude Cavalli – Lo smog, contrariamente a quello che potrebbero pensare alcuni politici, non si ferma in dogana”.
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