
“Il motivo dei ritardi del Ceneri 2020 si riassume in una parola: lockdown”. Lo ribadisce Patrick Walser, portavoce delle FFS, attualmente sotto la lente per la decisione di posticipare la messa in esercizio del nuovo orario. Il nuovo collegamento sarà infatti disponibile solo per una piccola parte dei convogli ferroviari, hanno riferito oggi le autorità ticinesi.
“La chiusura dettata dalla pandemia ha creato tre forti ritardi” spiega Walser ai microfoni di Radio3i. “Uno nella cantieristica (i cantieri sono stati chiusi su decisioni delle autorità), nella formazione dei macchinisti per i treni aggiuntivi e infine nella fornitura dei nuovi treni che andranno a potenziare il traffico regionale. Questi tre motivi hanno portato alla situazione che conosciamo oggi”.
Ancora recentemente la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga aveva rassicurato sull’apertura a dicembre. Cosa è successo nel frattempo? “Il Ceneri in realtà sarà aperto a dicembre, è stato confermato dall’Ufficio federale dei trasporti” ribadisce Walser. “Chiaramente è stata una situazione in divenire. Ci sono state 6 settimane di chiusure totali. Poi abbiamo iniziato man mano a riaprire i cantieri, ma con delle limitazioni. Sono cose che si trascinano e hanno bisogno di tempo per assestarsi. Ê chiaro che questo slittamento non fa piacere nemmeno alle FFS”.
Il Dipartimento del territorio ha appreso con rammarico della notizia, parlando di un danno economico milionario. “Su questo punto attualmente le FFS non rispondono, ci sarà modo di farlo nella sede più adatta” conclude Walser.
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