
10mila franchi per l’esattezza. E’ quanto dovrà spendere la piccola stazione sciistica di Dalpe per allestire – a partire dal prossimo weekend – l’impianto infrastrutturale per la partenza della stagione. E’ vero, non stiamo parlando di un importo milionario, ma fra pony-lift, tappeto mobile e buvette, si tratta comunque di diverse migliaia di franchi oggi coperti in toto dallo sforzo dei gestori, tutti volontari. La verità però è che ogni anno diventa più difficile. Non sempre la stagione va come deve – vuoi per una meteo sempre più instabile, vuoi per le crescenti difficoltà nel reperire le risorse."Quello finanziario è davvero un problema. Peraltro siamo anche tutte persone di una certa età, che faticano a proseguire questa attività. Si rischia seriamente che non si apra più", spiega il responsabile degli impianti Fulvio Ghisletta. Un quadro condiviso dalle altre 8 piccole stazioni sciistiche sparse sul territorio che per far fronte alle difficoltà qualche mese fa hanno scritto alla Commissione della Gestione per chiedere un’estensione – anche in loro favore – del credito quadro cantonale da 5,4 milioni a sostegno (per ora) solo dei grandi impianti. Richiesta cui, come reso noto oggi dal Corriere del Ticino, il Governo ha però risposto picche: l’unica, ha spiegato l’esecutivo, è che i soldi vengano messi a disposizione dagli enti regionali di sviluppo tramite il fondo complementare per la politica economica regionale. Un rimpallo che però non ha fatto l’unanimità. Se per Bellinzona e Locarno è fondamentale aiutare queste piccole realtà, da Lugano arriva infatti un'apertura molto più cauta.
Romano Bianchi
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