
La procuratrice pubblica ha chiesto la condanna per assassinio del 49enne e della 39enne alla sbarra per l’omicidio avvenuto il 19 luglio 2016 a Monte Carasso. Per lei ha proposto il carcere a vita, per lui 14 anni.
Per l’uomo, l’autore materiale, Chiara Borelli ha usato poche parole: “Chi dimentica i figli per due capelli biondi non ha le caratteristiche per essere definito una persona”. Sottolineando poi la crudeltà dell’uomo: “Sapeva che il figlio avrebbe trovato il cadavere della madre”.
Ore invece sono servite per descrivere la seconda moglie e il suo agire perché, secondo l’accusa, è lei la mente, mentre lui è solo uno “strumento, che considerava un deficiente”. “Una donna avida e calcolatrice che ha cercato da subito di trarre profitto di un uomo perso per lei”. La procuratrice Chiara Borelli ha puntato quasi tutta la sua arringa sulla nuova moglie dell’autore materiale del delitto di Monte Carasso.
Da un lato perché lui è reo confesso, dall’altro perché è nella 39enne russa che l’accusa vede la mente del piano culminato con l’uccisione dell’ex moglie del 49enne Sopracenerino, mossa dagli alimenti ritenuti troppo alti da versare alla donna.
Lo trattava come un cagnolino, ha raccontato la procuratrice, lo sfruttava a pieno vantaggio di lei e delle sue figlie. Considerando i figli dell’uomo e della vittima solo come un ostacolo. In un sms li definisce ignobili come animali e in un altro, inviato a uno dei figli dopo l’omicidio, scrive addirittura: “Sono la moglie, quella viva”.
Un controllo che la donna aveva sull’uomo che ne ha compromesso la psiche, la carriera, portandolo a una retrocessione, e ne ha compromesso la situazione finanziaria. Una donna, ha continuato l’accusa, che da un lato lo spingeva a trovarsi un altro lavoro, dall’altro cercava altri uomini, questa volta ricchi davvero.
La donna afferma poi di non aver denunciato il marito per paura. “Non è mai stata minacciata”, ha detto la procuratrice, “semmai aveva paura di perdere il permesso di soggiorno”. Numerosi gli indizi di correità della donna, tra cui le molte versioni contrastanti, i messaggi con le amiche via social che erano praticamente ammissioni, il fatto che lui abbia confermato a lei la riuscita del delitto dopo i fatti.
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