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L'MpS torna alla carica con "pensionopoli"
L'MpS torna alla carica con "pensionopoli"
L'MpS torna alla carica con "pensionopoli"
Redazione
8 anni fa
Secondo Sergi "c'è una volontà di eludere l'applicazione della legge e per questo pensiamo sia necessario sottoporlo al Procuratore generale"

Egregio signor Procuratore generale". Comincia così l’ennesima offensiva del deputato Mps Matteo Pronzini, che dopo aver incassato due decreti d’abbandono su rimborsopoli, riapre il fuoco con 'pensionopoli'. Una lettera indirizzata al PG Andrea Pagani sottoforma di appello affinchè l’autorità giudiziaria intervenga e obblighi i Consiglieri di Stato a rispettare la legge.

Il Movimento per il socialismo (Mps) torna alla carica forte di due perizie, una è quella del professor Grisel dell’università di Losanna. La sua conclusione è che il supplemento sostitutivo AVS di circa 22mila franchi annui percepito dagli ex-consiglieri di Stato non dispone della necessaria base legale.

"Abbiamo chiesto al Consiglio di Stato di interrompere il versamento: ci ha risposto negativamente, di conseguenza è chiara la situazione di dolo. Viene versato a delle persone una cifra che non gli spetta e visto che nessuno fa nulla siamo obbligati a intervenire verso il Procuratore generale", dichiara al riguardo Pronzini ai microfoni di TeleTicino.

Poi c’è la questione del riscatto, ovvero la possibilità data ai consiglieri di stato di comprare anni di contribuzioni per un prezzo – citiamo – irrisorio. Una pratica che permette di ottenere a fine mandato e a qualsiasi età il massimo della rendita AVS, 160mila franchi. Ebbene questa volta, secondo l’Mps, il Consiglio di stato non può più nascondersi dietro un "non lo sapevo, si è sempre fatto così".

"La novità è che il Consiglio di Stato ha consapevolezza di agire su queste questioni al di fuori della legge. Quindi, se uno ha consapevolezza che le leggi dicono altro rispetto a ciò che si fa, se è il Consiglio di Stato ci siamo chiesti: perché lo fa? C'è una volontà di eludere l'applicazione della legge e per questo pensiamo sia necessario sottoporlo al Procuratore generale", afferma da parte sua il segretario dell'Mps Pino Sergi.

Ma non è tutto, Pronzini rincara la dose anche sul caso del presidente del governo Zali che – a suo dire - avrebbe ritirato 700mila franchi dalla cassa pensioni pur non avendone diritto. Osservazioni inviate anche alla Commissione della Gestione che proprio domani si esprimerà in Gran consiglio. Alla luce di queste nuove rivendicazioni, l’Mps aggiorna la richiesta di risarcimento, una cifra da capogiro 8,3 milioni di franchi.

 Maggiori dettagli nel servizio del Tg di teleTicino in onda dalle 18.45

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