
Non ha tardato ad arrivare la presa di posizione dell'MpS sul preventivo 2027 approvato oggi dal Consiglio di Stato che prevede un disavanzo d’esercizio di 98.5 milioni di franchi. «Di fronte alle emergenze sociali, formative e climatiche che attraversano il Cantone, il Governo non cambia passo. Anzi, continua a far pagare il prezzo delle proprie scelte ai settori più esposti», denuncia l'MpS che poi sottolinea come venga confermata una politica di austerità già respinta negli scorsi anni dal Movimento per il socialismo.
Pagano sempre gli stessi settori
A pagare le conseguenze di questa «politica di austerità» sono per l'MpS sempre i soliti settori: la scuola, l'asilo e l'accoglienza e, infine, il sociale. Nella scuola, denuncia il Movimento per il socialismo «la logica dominante è quella della riduzione dei costi attraverso l’aumento del numero di allieve e allievi per gruppo. Questo avviene mentre il dibattito pubblico continua a sottolineare la necessità di rafforzare la qualità della scuola, di sostenere il lavoro dei docenti e di affrontare le difficoltà formative e sociali che emergono nelle classi. Ma, soprattutto, di mettere più risorse al servizio della scuola in questo momento di gravi difficoltà scolastiche e sociali, messo in evidenza anche dal peggioramento dei risultati dei test PISA».
Per quanto riguarda il settore dell'asilo e dell'accoglienza, l'MpS si chiede «che cosa resti, nella pratica, delle proclamazioni sul valore umanitario della politica svizzera quando, sul terreno concreto, la priorità diventa quella di ridurre le prestazioni e contenere le spese».
Per quanto riguarda il sociale, invece, a preoccupare il Movimento per il socialismo sono le conseguenze che il preventivo 2027 avrà sulla LAPS, la Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali. «Anche qui il Governo continua a muoversi nella direzione di una riduzione delle prestazioni e di un contenimento della spesa, invece di affrontare l'aumento delle difficoltà economiche che colpiscono una parte crescente della popolazione», osserva l'MpS che poi fa notare una cosa: «quando si tagliano prestazioni sociali, quando si riduce il personale o quando si restringono gli interventi pubblici, il costo viene trasferito sulle persone e sulle famiglie».
Ignorate le vere emergenze
Analizzando il preventivo 2027, l'MpS sostiene poi che il Governo ignora i veri problemi. «Nel documento non troviamo nemmeno menzionate questioni come la violenza di genere e la canicola, temi che hanno sistematicamente occupato l’agenda delle emergenze in tutto il 2026», sottolinea il Movimento per il socialismo. «Sul fronte della violenza contro le donne, è urgente un significativo potenziamento delle risorse destinate alla prevenzione, al contrasto della violenza di genere e al sostegno alle vittime».
Per quanto riguarda la canicola, invece, l'MpS constata amareggiato che «il Cantone dispone formalmente di obiettivi di adattamento climatico e di decarbonizzazione, ma il monitoraggio del Programma di legislatura mostra che alcune azioni previste sono ancora in sospeso».
Il problema delle entrate
A detta dell'MpS, inoltre, il riequilibrio delle finanze pubbliche «non può essere perseguito guardando esclusivamente alla spesa, né all’insegna del pareggio di bilancio e della diminuzione del debito pubblico», ma occorre anche interrogarsi sulla struttura delle entrate fiscali. In particolare, «gli sgravi fiscali approvati negli ultimi anni hanno ridotto il margine di manovra finanziario del Cantone proprio mentre aumentavano i bisogni collettivi», osserva il Movimento per il socialismo. «Il risultato è una contraddizione sempre più evidente: da un lato si riduce la capacità finanziaria dello Stato, dall’altro si sostiene che non vi siano risorse per affrontare i nuovi compiti».
Serve un cambio di passo
Per l'MpS, il preventivo 2027 è l'espressione di «una maggioranza politica che non ha saputo cambiare passo». Per questa ragione, il Movimento per il socialismo sostiene che il preventivo 2027 va respinto e si dice pronto a continuare la propria opera di opposizione: «non per difendere lo status quo, ma per costruire un’alternativa politica e sociale, capace di cambiare le priorità del Cantone e di mettere al centro i bisogni della maggioranza della popolazione».

