
“Siamo ben consapevoli del ruolo sociale e del valore simbolico che la scuola riveste, anche come radice culturale di una comunità. Proprio per questo una sua eventuale riapertura assumerebbe un significato particolare, che saluteremmo con grande piacere, felici di potere tornare ad accogliere fisicamente gli allievi nelle sedi scolastiche. Tuttavia per ragioni di carattere organizzativo e sanitario, in una situazione di incertezza che non consente una visione chiara circa le norme igieniche e di distanza personale da rispettare, una riapertura delle scuole, anche solo parziale, suscita forti preoccupazioni e parecchi dubbi”. Così l’appello del Movimento della Scuola, sostenuto anche dall’MPS.
Tra i dubbi esposti dal MdS ci sono il ritmo delle lezioni alternate, la garanzia delle misure di sicurezza e il distanziamento sociale. Inoltre "anche la riduzione a una sola metà della popolazione scolastica generebbe problemi durante i trasporti, in entrata e in uscita dalla scuola, nella gestione delle pause e dei momenti ricreative". Per questi motive il Movimento della Scuola lancia un appello per proporre che a partire dall'11 maggio gli spazi scolastici siano di nuovo fruibili, comprese le risorse delle sedi. "Si preveda per ogni direzione scolastica, d’intesa con il proprio corpo docenti, la possibilità di organizzare momenti di incontro in sicurezza, con pochi allievi alla volta, per tutti gli allievi e tutte le classi. Inoltre, si prosegua sostanzialmente secondo le modalità di “scuola a distanza” adottate dal 13 marzo, garantendo però un sostegno adeguato, in presenza, per gli allievi che si trovino maggiormente in difficoltà". Per quanto riguarda la soluzione dell'accudimento scolastico per chi non ha alternative a detta del MdS dev'essere mantenuto "predisponendo un'alternanza fra studio assistito e attività ricreative"
E il Movimento conclude: "Queste condizioni permettono una reale riapertura in sicurezza, a beneficio degli allievi e delle famiglie. Gli insegnanti, così come hanno sempre fatto, mettono a disposizione il loro impegno e la loro responsabilità di educatori per ridare vita a un luogo che non sia solo di istruzione ma anche di espressione, di ascolto e di rielaborazione dei vissuti, di sostegno agli allievi in difficoltà, di stimolo riflessivo per tutti, nel nome di un mandato educativo particolarmente importante in un momento di emergenza sociale e sanitaria".
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