
La decisione del Fronte nazionale elvetico di organizzare a Lugano, per sabato 21 febbraio, una nuova marcia «per la Patria e la remigrazione» – dopo la manifestazione annunciata e poi annullata lo scorso 8 novembre – non è piaciuta al Movimento per il socialismo. «I promotori di questa iniziativa si collocano chiaramente nell’area della destra radicale xenofoba e razzista», scrive l’Mps. «I loro discorsi e le loro prese di posizione sono caratterizzati dalla diffusione dell’odio verso le persone straniere e verso settori della popolazione che non rientrano nei loro modelli tradizionalisti e autoritari, in particolare per quanto riguarda orientamento sessuale, identità di genere e libertà individuali».
«Slogan riconducibili alla galassia neofascista»
Il Fronte nazionale elvetico, si legge ancora nella nota stampa, «richiama esplicitamente, già nel nome, l’esperienza storica del Fronte nazionale svizzero degli anni Trenta, movimento apertamente fascista e filonazista, messo poi al bando durante la Seconda guerra mondiale». Anche l’attuale utilizzo «di simboli, slogan e concetti riconducibili alla galassia neofascista europea conferma la natura ideologica di questi gruppi, che nulla hanno a che vedere con un legittimo dibattito democratico». Particolarmente allarmante, secondo l’Mps, è l’uso del concetto di «remigrazione», termine «ampiamente impiegato oggi dai movimenti dell’estrema destra europea per mascherare politiche di espulsione forzata e collettiva di persone considerate ‘non appartenenti’ alla comunità nazionale». Si tratta di un concetto che, nei suoi presupposti e nelle sue conseguenze, «richiama pratiche di pulizia etnica, incompatibili con i principi dello Stato di diritto e con i diritti fondamentali della persona».
L'appello
In definitiva, «vi sono ragioni politiche e giuridiche fondate per opporsi all’organizzazione di questa marcia». A ciò, «si aggiunge un ulteriore elemento preoccupante: gli organizzatori affermano nella loro locandina che l’evento sarebbe ‘autorizzato dalla polizia di Lugano’, affermazione che non corrisponde allo stato attuale dei fatti, poiché l’autorizzazione non risulta essere stata concessa dalle autorità competenti». Per tutte queste ragioni, l’Mps «invita tutti coloro che rifiutano le idee xenofobe, razziste e neofasciste a esprimere pubblicamente la propria opposizione e, qualora la manifestazione dovesse comunque aver luogo, a essere pronti a mobilitarsi per contestarla in modo determinato e responsabile». Il movimento chiede altresì alle autorità politiche comunali e cantonali di «non concedere alcuna autorizzazione a una manifestazione che configura una chiara azione di propaganda a favore di ideologie e pratiche in contrasto con l’ordinamento giuridico e i valori fondamentali della convivenza democratica».

