
In due interpellanze, firmate da Angelica Lepori, Simona Arigoni e Matteo Pronzini, l’MPS interroga il governo sulle conseguenze che l’epidemia del coronavirus avrà sui lavoratori e sulle spese sostenute dalle scuole costrette ad annullare le gite scolastiche.
Rassicurazioni per gli imprenditori, ma non per i lavoratori
Nella prima interpellanza viene messo in luce come molte delle rassicurazioni date dal governo siano dirette agli imprenditori, mentre altre categorie di lavoratori sono lasciate nel dubbio.In primis i dipendenti, che rischiano di non venir pagati in caso di quarantena, dal momento che i datori non sarebbero tecnicamente tenuti a versare il salario, almeno secondo delle circolari divulgate da alcune associazioni padronali, come SSIC e Hotelleriesuisse.
Un’altra categoria che risentirebbe pesantemente di una quarantena sono i lavoratori precari, il cui stipendio dipende fortemente dalle ore di lavoro svolte. Questi infatti, nel caso di sintomi influenzali, si potrebbero ritrovare a dover scegliere se ignorare le direttive di sicurezza, o rinunciare ad una parte dello stipendio.
Il problema si pone anche per i lavoratori con figli, i quali se questi dovessero ritrovarsi in quarantena, non hanno garanzia di poter rimanere a casa a badare ai figli.
Infine ci sono gli assicurati con problemi finanziari, che potrebbero rinunciare alle cure per paura di non riuscire a coprire le spese mediche. Una tendenza già diffusa per un quarto della popolazione svizzera.
Pertanto l’MPS chiede al Consiglio di Stato:
1. In caso di quarantena di un dipendente il versamento del salario, così come anche indicato da AITI, deve essere garantito dai datori di lavoro?
2. Esistono disposizioni speciali per gli interinali e i lavoratori su chiamata? In caso di malattia e/o di quarantena la retribuzione è garantita? Da chi?
3. Sono state previste disposizioni speciali per le categorie di lavoratori a rischio?
4. In caso di impossibilità di recarsi al lavoro di alcuni dipendenti, il datore di lavoro può esigere dagli altri gli straordinari?
5. Il Consiglio di Stato ha esaminato la possibilità di attivare presso l’ispettorato del lavoro una hotline per rispondere alle domande dei lavoratori su questi temi o per raccogliere segnalazioni di eventuali abusi come quelli nei quali ricadrebbero le aziende che seguissero i consigli di associazioni padronali quali SSIC o Hotelleriesuisse)?
6. In caso di chiusure delle scuole da parte delle autorità i genitori hanno diritto (così come anche indicato da AITI) di rimanere a casa e percepire lo stipendio per occuparsene dei figli ?
7. Sono state adottate disposizioni speciali per riattivare la copertura sanitaria per i morosi?
8. Chi deve farsi carico delle spese per esami e cure?
9. Il Consiglio di Stato ha esaminato la possibilità di farsi carico di questi costi per le persone con difficoltà economiche?
Gite scolastiche annullate: adesso chi paga?
Nella seconda interpellanza si affronta invece la questione delle gite scolastiche, annullate dal Consiglio di Stato in via precauzionale fino alla fine di marzo. Secondo le informazioni raccolte dall’MPS, le agenzie viaggi non rimborserebbero le spese già sostenute.
Per tanto viene richiesto al Consiglio di Stato:
1.Quante gite scolastiche sono state annullate e quante si prevede di annullarne a seguito della decisione presa
2.Quanti sono gli allievi e quindi le famiglie coinvolte?
3.Il governo pensa di mettere a disposizione (magari facendo ricorso all’aumentato fondo per le gite scolastiche) dei mezzi per rimborsare le famiglie?
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

