
A Bellinzona c’è sempre più malumore per l’abbandono di piccole quantità di rifiuti urbani, il cosiddetto littering. Dopo il centro Città e la zona golenare, ora le lamentele – spiegano i Verdi di Bellinzona in un’interpellanza – sopraggiungono anche dai campi di calcio del Parco urbano. “Un fenomeno che di certo, con l’arrivo della bella stagione, non potrà che aumentare”, sottolineano.
Il littering – proseguono – “è un problema, poiché fa apparire un’area sporca e non curata, aumentano le possibilità che questa non venga usata dalla comunità. Inoltre, le persone sono molto meno propense a gettare rifiuti in aree pulite, il contrario accade per i luoghi già sporchi. I rifiuti gettati nelle strade inquinano, possono finire nei nostri corsi d’acqua e danneggiare gli animali. Infine, gestire il problema del littering posteriormente implica costi elevati”.
Le domande al Municipio:
1. Rispondendo all’Interrogazione 72/2020 “Coronavirus e nuovo littering” di Henrik Bang in cui si chiedeva se fosse prevista una posa supplementare di cestini nelle zone sensibili, il Municipio rispondeva che: “Al momento non si prevede un potenziamento generalizzato dei cestini di raccolta. Si tratterebbe di una misura in conflitto con gli obbiettivi di una politica di educazione e di sensibilizzazione indirizzata al comportamento responsabile dell’utenza”. Il Municipio è tuttora dello stesso avviso? In quale misura il Municipio sta portando avanti una politica di educazione e di sensibilizzazione? E come questa potrebbe entrare in conflitto con un amento del numero di cestini?
2. Come valuta l’idea di posare dei cestini della differenziata nelle zone strategiche della Città, così come fatto per esempio a Lumino (vedi foto)?
3. Monitora regolarmente l’andamento del fenomeno del littering per comprenderne la portata e l’evoluzione?
4. A che punto si trova il progetto pilota denominato EcoBelli? Quando partirà?
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