
È ancora in cure intense all'Ospedale Civico di Lugano la 70enne rimasta gravemente ferita in seguito alla violenta lite scoppiata nell'appartamento in via Antonio Chiesa a Chiasso lo scorso 7 novembre. Lo riferisce il Corriere del Ticino.
La donna era stata ridotta in fin di vita dai colpi inferti al capo con un monopattino dall'ex compagno della figlia, che voleva riconciliarsi con lei. I danni celebrali subiti dalla donna saranno con ogni probabilità permanenti, dopo che l'anziana ha riportato diverse fratture craniche, al volto e al setto nasale, più alcuni ematomi. La donna ha comunque mostrato deboli segnali di miglioramento. Il marito, anche lui rimasto ferito durante la lite, è stato nel frattempo rilasciato dall'Ospedale. Anche la figlia aveva riportato ferite più lievi, mentre si era frapposta per difendere i genitori.
L'aggressore è sempre rinchiuso in carcere con l'accusa di tentato omicidio. La procuratrice pubblica Valentina Tuoni dovrà stabilire se l'imputato abbia agito in preda ad un raptus di rabbia ed esasperazione oppure se si sia trattato di un gesto premeditato. Le vittime, costituitesi accusatore privato, hanno affidato all'avvocato Mario Branda l'incarico di rappresenterale nel procedimento a carico del 36enne.
Dallo stretto riserbo che circonda le indagini, riferisce il Corriere del Ticino, è emerso che dalla relazione tra l'aggressore e l'ex compagna sarebbe nato un figlio che verosimilmente viveva con la madre, ma che non avrebbe assistito al diverbio.
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