
Sarà solamente grazie ad una tac eseguita sul torace della vittima che il procuratore pubblico Andrea Gianini potrà formulare con più precisione le ipotesi di reato a carico del 24.enne di Lecco, finito in manette a margine della rissa scoppiata domenica mattina davanti alla discoteca Vanilla di Riazzino. Per ora, i reati ipotizzati nei suoi confronti sono vari e vanno dal tentato omicidio alla semplice aggressione.
Vittima lo ricordiamo, un 19enne straniero del Locarnese, ricoverato all’ospedale con una ferita da taglio al costato. La prognosi per lui rimane riservata, ma le sue condizioni non destano particolare preoccupazione.
Intanto l’inchiesta della Magistratura prosegue, per far luce su una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri. A cominciare dai fatti che l’imputato, senza precedenti penali, contesta. Ancora oggi davanti agli inquirenti il 24.enne ha ammesso la rissa, negando tuttavia l’accoltellamento. Non sarebbe stato lui ad infliggere la coltellata – ha ripetuto più volte l’imputato agli inquirenti. Affermazione che verrà messa a confronto con le analisi delle impronte rinvenute sul coltello, sequestrato dagli agenti della cantonale.
Una cosa tuttavia è certa: secondo i testimoni che attorno alle 4 e 30 stavano lasciando la discoteca, la rissa ha coinvolto più persone. Ancora da chiarire il numero esatto, così come il movente che ha generato lo scontro. Ad oggi, gli inquirenti tendono tuttavia ad escludere un regolamento di conti. Potrebbe trattarsi della solita futile motivazione, anche se dalle prime ricostruzioni si fa largo anche l’ipotesi dello scontro tra bande rivali, una del Locarnese di origine slava, l’altra del Sottoceneri, prevalentemente composta da italiani.
Ancora da chiarire la posizione della vittima, le cui condizioni di salute, come detto, non destano particolare preoccupazione.
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