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"L'Isis non è imbattibile"
"L'Isis non è imbattibile"
"L'Isis non è imbattibile"
Redazione
11 anni fa
Secondo l'esperto Lorenzo Cremonesi l'organizzazione terroristica si è molto indebolita

"L'Isis non è imbattibile. Anzi, si tratta di un'organizzazione strutturalmente abbastanza debole, minata da gravissime contraddizioni interne, guidata da leader arrivati dall'internazionale jihadista, estremamente fantatica, ideologizzata, che ha interessi molto diversi rispetto ai suoi militanti reclutati tra gli ex baathisti iracheni e i miliziani sunniti siriani mobilitati dopo le rivolte del 2011."

Lo scrive su Il Caffè di oggi il giornalista del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi, esperto di vicende mediorientali, il quale tra l'altro era stato rapito nel 2005 a Gaza dalle Brigate Al Aqsa.

Cremonesi ritiene che l'Isis si sia indebolita e che sia possibile combattere e battere questa organizzazione terroristica.

Per motivare questa sua tesi, il giornalista cita alcune recenti sconfitte militari dell'Isis in Siria e la morte di Jihadi John, il decapitatore di occidentali.

"Ciò significa che l'intelligente USA, ormai ben rodata sul terreno, ha informazioni e informatori sufficienti che gli permettono di colpire i massimi leader del Califfato" scrive Cremonesi. "Notizie cattive per al Baghdadi e si suoi capi militari. Ora più che mai dovranno starsene nascosti, evitare le comunicazioni via internet o telefonino. Le precauzioni per la sicurezza personale, ridurranno certo la loro efficienza bellica. Come fai a condurre una guerriglia se hai forti limiti negli spostamenti e nella comunicazione con i tuoi uomini?"

Cremonesi cita poi la perdita di Sinjar, "il colpo più duro subito dall'Isis."

"Si tratta di un fatto importante e non solo simbolico. Per gli yazidi è il riscatto dopo l'umiliazione, il terrore e la vergogna" scrive Cremonesi, ricordando l'importanza strategica della città di Sinjar: "Adesso le vie di comunicazione dell'Isis sono in pericolo."

L'Isis è quindi oggi più debole. "Ma certo ora siamo tutti consapevoli che la sua forza si fonda sulla debolezza dei suoi nemici" sottolinea Cremonesi. "Per batterlo occorre combatterlo con eserciti efficienti e determinati a farlo. Ma non è imbattibile in Medio Oriente. Si tratterà ora di trovare linguaggi politici in grado di convincere la popolazione sunnita a ritirare il sostegno ai suoi militanti."

"Quanto alle colonne dell'Isis in Europa, si tratta di realtà molto diverse" prosegue Cremonesi. "Qui le origini vanno cercate nella banlieue parigine, nelle sacche di emarginazione tra gli emigrati di vecchia e nuova generazione che caratterizzano le grandi realtà urbane del continente. La sfida in questo caso comporta la comprensione delle due teste che caratterizzano Isis. Quella mediorientale e quella occidentale, più europea che americana. Capire che sono realtà differenti è già un primo passo per farvi fronte."

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