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Ticino
"L'ISIS non attaccherebbe Lugano o la Valle di Muggio!"
Redazione
11 anni fa
Avete paura del terrorismo islamico? Partireste domani per la Tunisia? Un giro di opinioni tra i politici ticinesi

Il terrorismo islamico, in particolare quello dell'ISIS, è un tema di stretta attualità in tutto il mondo. Ieri, con la sua interpellanza al Municipio di Lugano, il consigliere comunale PLR Peter Rossi lo ha introdotto anche nella realtà locale, chiedendo: Lugano sarebbe pronta per un attacco terroristico?

Ai politici ticinesi abbiamo chiesto come valutano la situazione, se temono che il Califfato possa prendere di mira la Svizzera e se andrebbero in vacanza nei Paesi attualmente a rischio.

Michele Bertini, candidato al Consiglio di Stato per il PLR, parla di competenze soprattutto federali: "La lotta al terrorismo è competenza della commissione anti terrorismo federale, della Polizia federale e di quelle cantonali. Ciononostante, come capo dicastero sicurezza della Città di Lugano, ritengo che le Polizie comunali debbano tenere gli occhi aperti e le antenne ben dritte e segnalare alle istanze competenti ogni qualsiasi avvisaglia.

Il giovane municipale di Lugano non ha paura. "Non si deve cadere nel panico e nella fobia" afferma. "Dobbiamo tranquillizzare la popolazione e avere fiducia nel nostro sistema di sicurezza. Non sono a conoscenza del grado di allerta diramato dai servizi di sicurezza svizzeri. A livello personale non ho paura, ma confido - come tutti i cittadini - in uno Stato vigile."

Bertini non avrebbe problemi ad affrontare un viaggio in paesi potenzialmente a rischio. "Se dovessi partire, non avrei paura… forse ingenuamente."

Giorgio Fonio, candidato al Governo del PPD, sostiene che "viviamo nel miglior paese del mondo come qualità di vita e sicurezza. Detto ciò, non possiamo dimenticare che nel contesto internazionale ci sono problemi, non è possibile far finta di niente. Non trovo comunque giusto allarmare la popolazione e i cittadini a scopo elettorale, sarebbe un esercizio scorretto e inutile." 

È comunque importante, sottolinea Fonio, prepararsi al meglio per un eventuale attacco. "Si devono fornire agli agenti federali tutti gli strumenti possibili. Ovvero, non tagliare le spese sulla sicurezza, ma anzi puntare soprattutto sulla formazione e credere nel lavoro che stanno svolgendo. Ieri sera ho assistito alla conferenza all'USI con Edward Luttwak e Peter Regli, ed è stato sottolineato come la quantità delle persone impiegate sia importante ma che fondamentale è la loro qualità, dunque la formazione e la preparazione di chi si occupa del tema."

Expo 2015 potrebbe aumentare i rischi di attentati nella nostra regione? "Mi auguro di no" risponde Fonio. "Sicuramente l'Italia dispone di una buona sicurezza, in particolare dopo aver vissuto il periodo delle brigate rosse, che ha messo sotto pressione ma fatto crescere i servizi di sicurezza della Penisola. Secondo me, il nostro approccio al tema è cambiato dopo i fatti di Parigi, una capitale europea che tutti abbiamo visitato. Da genitore, cittadino e politico c'è paura, i terroristi sono imprevedibili. Non dimentichiamo però che siamo, come dicevo, in una situazione privilegiata, conosciamo l'ISIS solo attraverso la tv e il web. Sono peraltro convinto che abbiamo a disposizione polizia e intelligence di buon livello, ed è un argomento di competenza federale."

Per un eventuale viaggio in Paesi a rischio, Giorgio Fonio si baserebbe sul sito Internet del Dipartimento federale degli affari esteri. "Pubblicano indicazioni puntuali. C'è comunque da calcolare che io ho paura di volare, per cui..." 

Il candidato socialista al Consiglio di Stato Ivo Durisch, ha dei timori. "Da sempre ho paura che il nostro sistema di polizia non sia tecnologicamente avanzato per adempiere ai suoi ruoli. Serve una polizia unica ed un monitoraggio continuo. Ieri è stato firmato un accordo con l'Italia per l'interscambio di informazioni, clamorosamente in ritardo a mio avviso, se è vero che con Germania e Francia collaborazioni del genere esistono da tempo."

Il Ticino può essere un obiettivo? "Secondo me no. Mi preoccupano di più i furti nelle abitazioni degli anziani, nella zona dove abito se ne sono verificati alcuni nell'ultimo periodo. Il tema del terrorismo è stato molto mediatizzato, anche dallo stesso ISIS, ma ritengo che il rischio di attentati sia proporzionalmente minore rispetto ai disagi reali di anziani e famiglie confrontati con i ladri. Per entrambe le questioni, non esistono soluzioni magiche come la chiusura, è stato dimostrato che la collaborazione transfrontaliera è la cosa migliore, unitamente all'innovazione tecnologica." 

Durisch non è solito viaggiare all'estero. "Preferisco fare le vacanze in Svizzera" afferma. "Certamente prima di partire è inevitabile tener conto del terrorismo. L'inconscio induce paura, che spesso non è razionale."

Daniele Caverzasio, in corsa per il Governo per la Lega, invita a "non creare allarmismi". Aggiunge però che "non va neppure sottovalutato un fenomeno che è molto importante e va controllato. Quando succede qualcosa è sempre troppo tardi, va dunque analizzato con la dovuta attenzione."

"Che Lugano possa essere pronta a fronteggiare un attacco è un'utopia" continua Caverzasio, riferendosi all'interpellanza di Rossi. "Se dovessero colpire, oltretutto, penso sia più facile che prendano come obiettivo la Svizzera in generale e non il Ticino. Lugano non è l'ombelico del mondo, piuttosto potrebbero essere prese di mira piazze finanziarie quali Berna, Zurigo e Ginevra, non Corippo o la Valle di Muggio. Ovviamente, però, non sono nella testa dei terroristi, è impossibile esserlo dato che sono dei folli. Non siamo isolati, ma per contro non ho informazione per poter dire se esista al momento un rischio oppure no. Il matto di turno purtroppo non è mai da escludere, basti vedere cosa era successo qualche anno fa a Zugo, e si deve in questo caso differenziare il singolo dal gruppo organizzato."

Caverzasio evita, a causa dei rischi, di viaggiare nei paesi arabi. "Prima di partire mi informo tramite il Dipartimento degli Affari Esteri, perché è sempre meglio non andarsela a cercare. Il problema è che i terroristi sono imprevedibili, creano l'incertezza più assoluta."  

PB

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