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Lugano
«L'intelligenza artigianale» per permettere ai giovani di reinserirsi
Il progetto de Il Gabbiano e Cometa Svizzera vuole sensibilizzare sul tema dei giovani fuori dai circuiti educativi, professionali e sociali. Lo fa con un progetto che ha coinvolto i giovani stessi.

Una sedia per Nathan, una sedia per Giulia e un’altra per Chiara. Ma anche per molti altri giovani. Simboli che ricordano che ognuno può e deve avere un posto nella nostra società, ciò che purtroppo non è sempre il caso. Anche nel nostro Cantone sono sempre di più i cosiddetti NEET, ragazzi e ragazze sotto i 30 anni che non sono né impiegati, né in formazione. Ma le sedie esposte a Palazzo Civico a Lugano sono anche un esempio concreto di reinserimento. I nomi indicati accanto sono proprio quelli dei ragazzi del progetto Sedie Vuote, Futuri Pieni, che le hanno restaurate. Un’iniziativa di Fondazione Cometa Svizzera ed Il Gabbiano. «La riflessione globale è quella di riattivare le competenze svolgendo dei piccoli atelier, ritrovare quell'arte che ogni ragazzo ha. Ciò con attività interessanti, dai videogiochi alla fotografia. Questo serve a ristabilire la relazione fondamentale con l'adulto e riattivare il desiderio che il ragazzo possa reinserirsi nella vita attiva in modo interessante per lui», spiega il direttore generale Edo Carrasco. 

"Intelligenza artigianale"

Un modello formativo che la Fondazione Cometa chiama «Intelligenza artigianale». Di cosa si tratta? Lo spiega Alessandro Mele, presidente di Fondazione Cometa Svizzera: «La scuola continua a dire 'non sei capace', ad indicare ciò che non sanno fare. Il lavoro permette ai ragazzi di scoprire le loro capacità ed uscire da questa spirale di insoddisfazione. Così  ritorna il desiderio di conoscere, di imparare, di diventare sé stessi». Un approccio che funziona, su cui si vuole puntare dai due lati della frontiera e per cui non mancano le storie di riscatto.

I progetti futuri, anche a Locarno

Da una parte ci sono le Sedie Vuote di palazzo civico, dall’altra anche un futuro, come detto, che si vuole pieno. Per permettere ciò i diversi esemplari esposti a Lugano andranno all’asta per finanziare le attività delle due associazioni nel nostro Cantone. Proposte rivolte ai giovani indirizzati da docenti di sostegno, magistratura dei minorenni e assicurazione invalidità. «Noi siamo partiti nel 2025 con il progetto Secondo Piano a Lugano. È un progetto che riscontra una presenza incredibile. Siamo pieni di richieste di partecipazione dalle Scuole Medie, dalla magistratura dei minorenni. Questo ci ha spinto a voler aprire un altro progetto. Lo faremo a fine mese a Locarno, si chiamerà Impalco. Anche lì si tratta di 15-20 ragazzi che si cerca di riattivare», spiega Carrasco.