
Gli svizzeri hanno bocciato senza appello in votazione federale l'Iniziativa sulla neutralità, che chiedeva di inserire nella Costituzione una definizione più rigida di questo storico caposaldo della Confederazione. A dire di no è stato il 70,2% dell'elettorato, oltre che tutti i Cantoni. Il testo era promosso da Pro Svizzera e da alcuni esponenti dell'UDC, mentre era combattuto da tutti gli altri principali schieramenti politici. La partecipazione alle urne si è attestata al 47,1%.ob
«Un'iniziativa obsoleta»
«Una sentenza senza appello per chi puntava a una neutralità rigida e fine a sé stessa. Una sconfitta totale, che preclude ogni serio margine di rilancio». Dopo la bocciatura dell'iniziativa «200 franchi bastano» e di «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», questa è la terza sconfitta dell'UDC nel giro di una manciata di mesi. «Il 31% raccolto in Svizzera è abbastanza deludente», commenta a Ticinonews Pierre Rusconi, già presidente dell'UDC, «ma è forse un'iniziativa, dal mio punto di vista, obsoleta. Nasce da presupposti che non sono più attuali. Se parliamo Prima o Seconda Guerra mondiale, la neutralità svizzera aveva una sua ragione e ci si poteva isolare. Oggi qualsiasi fatto che accade a 3.000 chilometri di distanza ha un'influenza sul nostro Paese, come su tutto il resto del mondo».
Insomma, per Rusconi si è trattato di «una battaglia fuori tempo, il desiderio da ottantaseienne per rimanere sulla cresta dell'onda», in riferimento a Christoph Blocher, che ha finanziato la campagna con quasi 4 milioni di franchi. «Bisogna essere un po' più dinamici e attenti alle realtà, perché rifiutarle in toto e tirar giù la saracinesca non le toglie da quella che è la realtà. Bisogna aggiornarsi».
In aprile la destra farà (molto) bene
Il Ticino è stato il Cantone in cui l’iniziativa sulla neutralità ha raccolto il sostegno maggiore: il «no» ha prevalso con il 51,75%. «Il bicchiere non è solo mezzo pieno, è per tre quarti pieno. Nelle votazioni sui 10 milioni e sul canone radio-TV il successo è innegabile», aggiunge Rusconi. Il quale è convinto che anche se non dovesse vincere la battaglia contro i Bilaterali III, che andrà in scena il prossimo anno, «l'UDC non ne uscirà danneggiata».
E alle Cantonali, spiega l'ex presidente, per i democentristi andrà ancora meglio: «Io ho una grande positività sulle elezioni di aprile. Una per la nullità degli altri e una per la capacità dell'UDC di raccogliere consensi. Se sommiamo il Paese, il Mattino, l'UDC e la Lega, se riescono a fare le cifre che han fatto in queste iniziative, è una vittoria conclamata. Facciamo il 40%. Ci accontentiamo!».

