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Ticino
L'iniziativa contro la tassa di collegamento: "Un affronto alla volontà popolare"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il Governo ha preso posizione sull’iniziativa che chiede di abrogare la tassa di collegamento, difendendola fermamente e senza risparmiare critiche ai suoi promotori. Ma tra i deputati gli unici a sostenerla sembra siano ormai solo socialisti e Verdi.

Un affronto alla volontà popolare. La risposta del Governo all’iniziativa per abolire la tassa di collegamento, giunta in questi giorni ai commissari della Gestione, rievoca lo stesso clima rovente che aveva fatto da sfondo per tutte le elezioni cantonali. Concepita dal direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali per chiamare alla cassa i grandi generatori di traffico e prevista dal 2025, il Consiglio di Stato fa sapere di sostenere "fermamente l'applicazione della tassa di collegamento, già approvata dal popolo e riconfermata dal Parlamento”, si apprende oggi dal Corriere del Ticino. Il Governo è inoltre dell'avviso che "con questa nuova iniziativa si calpesti la volontà popolare e si voglia abrogare una legge non ancora entrata in vigore e per la quale è oltretutto previsto un periodo di prova di 3 anni”. Giova infatti ricordare che il provvedimento - avverso all’Udc, ad esponenti di Centro e Plr e da sempre criticato dall’economia - aveva già ottenuto un primo sì alle urne nel 2016 e ben due dalla maggioranza del Gran Consiglio.

Passerà di nuovo?

Alla luce delle oltre 16mila firme consegnate in Cancelleria a inizio anno, non è però detto che la tassa sia nuovamente approvata. Da nostre informazioni sembra infatti che in Parlamento a difendere la proposta siano rimasti compatti solo socialisti e verdi, d’accordo con quanto scrive ancora il Governo. Ovvero che “la tassa si inserisce nella politica del Dipartimento del Territorio (…) a favore di forme di spostamento alternative all’automobile”. Con i suoi 20 milioni stimati all’anno, la misura è infatti pensata anche per finanziare i mezzi pubblici e “una buona parte di queste entrate sarà a carico dei lavoratori frontalieri (nel caso in cui venga riversata sull’utente finale)”. Unico modo legale, aveva ribadito più volte Zali in risposta al primo firmatario Piero Marchesi, per chiamarli alla cassa. Mentre agli occhi dei contrari, la tassa non ridurrà il traffico sulle strade: svuoterà soltanto le tasche dei cittadini.