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Ticino
L'iniziativa anti-dumping «costosa, estrema, burocratica, inutile»
Redazione
3 ore fa
Il fronte contrario all'iniziativa contro il dumping ha presentato i suoi argomenti in conferenza stampa a Lugano.

Le discussioni politiche non si fermano nel Cantone. Oggi è toccato ai contrari all'iniziativa «Anti-Dumping», in votazione il prossimo 8 marzo, presentare i propri argomenti. Il fronte del «no» composto da Plr, Centro, Udc, Lega, alcuni esponenti di Helvethica e associazioni economiche, ha preso posizione in una conferenza stampa. Ticinonews si è recato sul posto. 

"Un grande fratello del lavoro"

I contrari criticano il carico burocratico che, a detta loro, genererebbe l'iniziativa: «c'è un obbligo di consegnare oltre 300'000 contratti ogni anno, che poi vanno vagliati dagli ispettori, ogni entrata e uscita va vagliata, con un notevole lavoro per le imprese. Le imprese già sul territorio si sentirebbero schiacciate da una burocrazia eccessiva, chi volesse entrare nel territorio si sentirebbe scoraggiato», spiega la presidente dell'Associazione Industrie Ticinesi (AITI) Nicoletta Casanova. La questione delle cifre è al centro dei dibattiti: secondo i contrari, un'eventuale messa in pratica dell'iniziativa richiederà 160 unità ispettorali in più. Ciò, per verificare 220'000 contratti in essere all'inizio di ogni anno, a cui se ne aggiungono gli 80'000 nuovi contratti stipulati annualmente. C'è disaccordo sui costi totali dell'iniziativa: 18'000'000.- per i contrari, che fanno riferimento al relativo rapporto di maggioranza ed al messaggio del Consiglio di Stato, 6'000'000.- per i favorevoli. 

Dei controlli "che vengono già effettuati"

L'iniziativa, secondo i contrari, non è giustificata dall'attuale situazione dei controlli nel mondo del lavoro. Secondo Alessandro Speziali, presidente Plr Ticino, la situazione è buona: «ci sono moltissime piccole-medie imprese che fanno bene il loro lavoro, datori di lavoro che si comportano in maniera corretta con chi il lavoro lo offre». D'altra parte, «c'è una sensibilità accresciuta in Ticino, siamo un Cantone di frontiera, lo sappiamo, è anche per questo che rispetto ad altri cantoni il Ticino controlla fino a 10 volte di più». Per questo motivo, prosegue Speziali, «possiamo se mai lavorare nell'efficacia dei controlli, ma creare un esercito di controllori non aiuterà l'economia». 

Disparità salariale di genere: "strumenti sono federali"

Ad essere criticato, pur condividendone il fine, è anche il volano dell'iniziativa che vuole maggiori controlli in materia di disparità salariale di genere. In questo senso, «l'intento è nobile, però ricordiamo che la disparità di genere c'è una legge a livello federale», spiega Raide Bassi, granconsigliera Udc. Secondo Bassi, «non è attraverso i controlli che si ottiene un miglioramento in questo senso. Penso che serva tempo, un cambiamento culturale e tanta sensibilizzazione».