
Il Servizio di assistenza e cure a domicilio del Mendrisiotto prende posizione sulla vicenda legata all'assunzione dell'ex infermiore dell'EOC licenziatosi dopo le accuse di molestie sessuali ai danni di una ventina di colleghe.
Nella giornata di ieri il deputato leghista Massimiliano Robbiani aveva presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere lumi sulla sua successiva riassunzione presso il Servizio di assistenza e cure a domicilio del Mendrisiotto (vedi articolo suggerito).
La direzione del SACD, in un comunicato diramato ai media e firmato dal presidente Giorgio Comi e dal vice presidente Bruno Arrigoni, ha replicato oggi alle accuse.
"In riferimento agli articoli apparsi in questi giorni su alcuni mezzi di informazione, l'Associazione per l'assitenza e le cure a domicilio del Mendrisiotto comunica che le accuse, più o meno velate, nei confronti dell'operato del SACD sono del tutto infondate e respinte", si legge nel comunicato.
Il SACD precisa alcuni aspetti contrattuali legati all'assunzione dell'infermiere: "Il collaboratore aveva sottoscritto un contratto su chiamata (quindi senza la garanzia di un fabbisogno di ore lavorative garantito) e con una scadenza a termine".
La direzione replica anche alle accuse di aver assunto l'uomo agendo in base a favoritismi personali: "L'assunzione è avvenuta nel pieno rispetto di tutte le procedure e dell'imparzialità - fa sapere la direzione - Nel contempo, nessun carico penale o amministrativo era pendente, come non lo è tutt'oggi per quanto noto al SACD".
La direzione rende inoltre note le dimissioni dell'uomo: "Come prescritto dalle disposizioni interne, in data 22 agosto 2016 è stata attivata la sospensione a titolo cautelativo del collaboratore. Il giorno stesso, di sua iniziativa il dipendente ha rassegnato le dimissioni".
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