
Si allarga l’inchiesta sull’infermiere 44enne di Mendrisio, tuttora in carcere. L'uomo, riferisce il Caffé nella sua edizione odierna, avrebbe “condiviso” in chat foto e video di pazienti con altri colleghi.
Le immagini sono state recuperate nel cellulare dagli inquirenti. Sarebbero una quindicina in tutto. Non ci sarebbero fotografie di parti intime dei pazienti, ma secondo il domenicale sarebbero comunque inquietanti. Una è stata scattata dopo il decesso di un paziente, un'altra ritrae lo schermo di un computer interno all'ospedale. L'immagine è quella di un utero fuoriuscito (ancora da accertare se sia stata fotografata dall'infermiere 44enne o da un altro collega)
L’uomo si è giustificato parlando di passione per l'esoterismo. Già all'inizio dell'inchiesta la polizia ha sequestrato una "Tavola Ouija". Si tratta di uno strumento usato per le comunicazioni medianiche, ovvero per mettersi in contatto con i defunti.
Ciò che preoccupa gli inquirenti è la condivisione in un gruppo WhatsApp delle immagini scattate nel reparto di Medicina 1 dell'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio e quindi di possibili complici tra i colleghi.
In carcere dalllo scorso dicembre, il 44enne è accusato di omicidio intenzionale. Avrebbe indotto, accelerato la morte alcuni pazienti in fase terminale, alterando dosaggi di farmaci. Lui nega, affermando di non aver ucciso nessuno (vedi articolo suggerito).
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