
I Verdi del Ticino in queste settimane hanno completato il processo di rinnovo dei quadri al fine di voltare pagina dopo la burrascosa era Savoia.
Cinque nuovi coordinatori (Usman Baig, Jessica Bottinelli, Massimo Collura, Ronnie David e Nicola Schönenberger) e da ieri ufficialmente anche un nuovo presidente del Comitato cantonale. Per il nuovo ruolo è stato designato Marco Rudin, che succede a Nadia Pittà. Proprio al neopresidente abbiamo posto qualche domanda per cercare di capire quale futuro si prospetta per il partito.
Come verrà organizzato il lavoro con i cinque coordinatori?“I coordinatori si sono già riuniti dividendosi i temi sui quali lavoreranno. Comunicheranno prossimamente come si sono distribuiti il lavoro, ma hanno già fatto sapere che il responsabile per la comunicazione e la stampa sarà Nicola Schönenberger. Nel lavoro all’interno, il comitato sarà ancora più indipendente di prima, con una separazione più netta dei poteri. Ma al di là delle questioni organizzative, l'ambiente di lavoro sarà più sereno e costruttivo ed è quello che più conta."
La linea dei Verdi del Ticino si riavvicinerà a posizioni più ecologiste?“Proprio per gli interessi diretti delle persone, torneremo su una linea più ecologista. Gli insegnamenti dell’era Savoia ce li terremo però stretti: bisogna collaborare con gli altri partiti."
Tra le collaborazioni, probabilmente un legame più stretto col PS?"Bisognerà vedere sui temi. Per nostra natura siamo più vicini alle tematiche sociali, con una sensibilità sociale ed ecologista."
Cosa potranno fare i Verdi per riacquistare voti?“Chiaramente col populismo si guadagnano voti, ma noi vogliamo restare autentici e siamo convinti che sul lungo periodo ci guadagneremo."
La votazione sul nucleare non ha avuto il risultato da voi sperato…“Non siamo riusciti a comunicare, siamo stati troppo buoni, col senno di poi avremmo dovuto fare più attenzione sui pericoli, fare forse più paura…"
Paura che d'altronde c'era nel 2011, dopo la tragedia di Fukushima, quando I Verdi riuscirono a ottenere grandi consensi… La popolazione è più sensibile a certi temi quando messa di fronte al disastro?"Dobbiamo comunicare di più, dobbiamo preparare delle proposte piuttosto che dover rispondere alle sollecitazioni della politica. L’autenticità a cui ci riferiamo è presente anche in temi come i posti di lavoro o il cercare di evitare dei capannoni industriali che portano beneficio solo a breve. Deve esserci il ritorno a un’economia verde."
OC
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