
Adesso c'è anche la conferma ufficiale: Rachid Hamdani è rientrato in Svizzera. Lo ha annunciato stamane il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Interrogato dall'ATS, un suo portavoce non ha però voluto precisare quando l'ex ostaggio elvetico - rilasciato lunedì sera dalle autorità libiche - sia arrivato su suolo elvetico né dove si trovi in questo momento. Stando a quanto dichiarato ieri sera dalla trasmissione "10 vor 10" della televisione svizzerotedesca SF DRS, Hamdani non sarebbe però atterrato a Ginevra, dove era atteso, bensì a Zurigo-Kloten. Sempre ieri sera, sua moglie Bruna Hamdani - dopo aver atteso per 19 mesi il ritorno di Rachid - auspicava di poterlo accogliere nella calma e nella tranquillità più assoluta. In una nota, chiedeva pertanto ai media di rispettare questo desiderio, affinché la coppia potesse "ritrovare una vita normale". Molto sollecitata dai giornalisti in questi ultimi giorni, la ticinese - che vive nel canton Vaud - assicurava che "quando sarà il momento", l'ex ostaggio si rivolgerà ai media.Italia in prima fila per la soluzione della crisi "L'Italia è in prima fila per risolvere il contenzioso tra Libia e Svizzera, la mediazione è in atto": lo ha detto ieri sera il sottosegretario agli Esteri italiano, Vincenzo Scotti, conversando con i giornalisti a Ginevra nel corso del IV Congresso mondiale contro la pena di morte. "L'Italia sta usando tutte le sue capacità per mettere in campo la propria mediazione. Non so cosa succederà nei prossimi giorni", ha aggiunto. "La Svizzera usa Schengen come argomento, ma occorre la consultazione con tutti per decidere su queste cose", ha concluso Scotti. ATS/RED
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