
Nuovi sviluppi in corso sull’incredibile truffa dello scorso 26 maggio a Bellinzona dove 3 milioni di franchi si volatilizzarono nel giro di poche ore. Nelle scorse ore, scrive il Corriere del Ticino, sono scattate le manette ai polsi a quattro persone coinvolte nella sparizione della valigetta milionaria di un 39enne spagnolo titolare di una ditta import-export. Tra gli arrestati anche un noto esercente della piazza bellinzonese che contattò la Società bancaria ticinese per riservare un salottino. Il Ministero pubblico e la polizia cantonale comunicano che gli arresti sono avvenuti il 19 gennaio quando la Sezione reati economico-finanziari e il Commissariato di Bellinzona hanno proceduto al fermo e poi all’arresto di quattro persone. Si tratta di un 55enne e un 30enne, residenti nel Bellinzonese, e di un 42enne e un 25enne, residenti nel Canton Zurigo. Gli arresti sono stati nel frattempo confermati dal GIAR. E nei confronti dei quattro è stata promossa l’accusa per titolo di truffa per mestiere, subordinatamente furto in banda. I fatti, lo ricordiamo, si svolsero presso un salottino della Società bancaria dove la vittima incontrò i suoi truffatori, che avrebbero dovuto finanziare un progetto da 15 milioni nel campo delle energie rinnovabili in Spagna. I finti finanziatori si fecero consegnare la valigetta con i 3 milioni di franchi dicendo che per terminare l’affare avrebbero dovuto incontrarsi poco dopo a Lugano. Ognuno con la propria auto. Ma a Lugano arrivò solamente il 39enne. La polizia cantonale comunica che sono in corso ulteriori accertamenti nell’inchiesta -coordinata dai dai procuratori pubblici Arturo Garzoni e Giovan Maria Tattarletti - per chiarire il ruolo di ciascun indagato nonché per identificare eventuali complici.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

