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Ticino
“L’incompetenza dei manager fatta pagare ai lavoratori!”
“L’incompetenza dei manager fatta pagare ai lavoratori!”
“L’incompetenza dei manager fatta pagare ai lavoratori!”
Redazione
8 anni fa
Il Partito Comunista si schiera con i dipendenti di OVS, la cui chiusura è prevista per oggi

“Il Partito Comunista solidarizza con le lavoratrici e i lavoratori del gruppo OVS in Svizzera e in Ticino che oggi, sabato 20 luglio 2018, chiuderà le proprie filiali nel nostro Paese.”

Inizia così il comunicato diffuso oggi dal Partito Comunista, in merito alla chiusura della catena di negozi di abbigliamento al dettaglio OVS, che avviene appunto quest’oggi. Per l’occasione, UNIA aveva già annunciato un picchetto di fronte alla sede di Bellinzona, a partire dalle 10:30, per difendere la dignità e i diritti dei dipendenti (vedi articoli correlati).

“Come giustamente sottolinea il sindacato UNIA stiamo parlando del peggior licenziamento di massa nel settore del commercio al dettaglio che il nostro Paese abbia mai conosciuto: 1’200 licenziamenti e chiusura di 142 punti vendita. In Ticino sono una quarantina i dipendenti coinvolti le cui situazioni contrattuali risultano poco chiare, così come poco trasparenti è la situazione per quanto concerne i beni invenduti e agli attivi che dai negozi ticinesi sono in transito verso la filiale di Mestre (Italia).

E’ necessario che l’azienda riapra i canali negoziali con i sindacati e si faccia carico di un piano sociale che preveda il pagamento dei mesi di disdetta e della tredicesima, nonché un sostegno concreto nella ricerca di un nuovo impiego a chi è rimasto disoccupato.”

La causa della chiusura, sempre secondo il PC, sarebbe da attribuire alla incompetenza e irresponsabilità dei suoi manager.

“Da quando i negozi Vögele sono stati rilevati dalla multinazionale OVS vi sono stati un accumulo di ore supplementari, problemi di comunicazione, deficit organizzativi, casi di burnout, ecc. a dimostrazione di un padronato incompetente, socialmente irresponsabile, che ha collezionato errori strategici su errori strategici che ora fa pagare alle lavoratrici e ai lavoratori, perché i manager siamo sicuri che saranno ricollocati senza troppi danni.”

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