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"L'incidente avrebbe potuto avere un esito infausto"
"L'incidente avrebbe potuto avere un esito infausto"
"L'incidente avrebbe potuto avere un esito infausto"
Redazione
7 anni fa
Il SISI ha pubblicato il rapporto sulla collisione tra un drone e un elicottero sopra la Verzasca. "Per puro caso non si è verificato un atterraggio di emergenza"

Il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) ha pubblicato il rapporto sommario sulla collisione tra un drone e un elicottero, avvenuta il 25 maggio 2018 sopra la diga della Valle Verzasca.

In relazione all'incidente, lo scorso 22 gennaio il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni aveva emanato un decreto di accusa nei confronti di un 42enne cittadino svizzero domiciliato nel Canton Lucerna. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono quelle di perturbamento della circolazione pubblica per negligenza e contravvenzione alla Legge federale sulla navigazione aerea. Al 42enne viene rimproverato di aver violato le norme sulla circolazione aerea facendo decollare e pilotando il drone, senza la necessaria autorizzazione, in una zona soggetta a divieto di volo per aeromodelli (a una distanza di 5 Km dall'aeroporto cantonale di Locarno-Magadino) superando inoltre l'altezza massima consentita e senza poter garantire il contatto visivo continuo.

L'impatto tra il velivolo e il drone, si legge nel rapporto del SISI, è avvenuto sopra la diga del lago di Vogorno, a un'altitudine di circa 3000ft AMSL e con una velocità pari a circa 95 nodi. Il pilota aveva notato un oggetto sulla sinistra poco prime di avvertire un impatto. Una volta atterrato aveva rilevato dei danni a una pala principale. Visti i sospetti di una collisione con un drone era stata immediatamente allertata la Polizia cantonale, che era riuscita a intercettare il pilota del piccolo apparecchio, che intendeva fotografare il muro della diga. Circa 15 minuti dopo il decollo dell’apparecchio, di peso superiore a 0,5 kg e pilotato a vista diretta, aveva notato due elicotteri a sud rispetto alla sua posizione e aveva deciso di far rientrare il drone, non accorgendosi però dell'arrivo di un terzo elicottero e nemmeno della successiva collisione con quest'ultimo. L'uomo viene intercettato dalla Polizia dopo aver raccolto i resti del drone.

Il SISI ha constatato che il 42enne "si trovava in una zona che prevede il divieto d'utilizzo di droni di peso superiore a 500 grammi a causa della vicinanza dell'aerodromo di Locarno". Dato che i raggi della zona di protezione (geofencing) previsti dal fabbricante sono inferiori a quelli prescritti dall’UFAC, "l’operatore aveva potuto utilizzare il suo drone con il solo avvertimento che un aerodromo si trovava nelle prossimità".

"Per puro caso i danni cagionati a una pala principale non hanno obbligato il pilota a effettuare un atterraggio d'emergenza in un luogo poco propizio per una tale manovra - ha concluso il SISI - Se la collisione si fosse verificata a livello dei comandi di volo, questo sinistro avrebbe potuto avere un esito infausto".

Il SISI ricorda infine come il rischio di collisione quando si utilizzano droni nelle zone in prossimità di aerodromi e aeroporti sia elevato. "Di conseguenza, in queste zone vige il divieto per gli apparecchi di peso tra 0,5 e 30 kg. Tuttavia, l'uso di droni di peso inferiore a 0,5 kg non è oggetto di restrizioni. Tale situazione non è però adeguata alla realtà degli aeromobili che si spostano in prossimità di aerodromi e aeroporti, poiché una collisione con un drone di peso inferiore a 0,5 kg può cagionare danni tali da mettere in pericolo gli occupanti degli aeromobili".

(Foto: SISI)

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