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Credit Suisse
L'incerto clima bancario preoccupa anche l’edilizia
© Putzu / Zucchetti
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Redazione
3 anni fa
Il presidente dell’Unione svizzera arti e mestieri Fabio Regazzi commenta le prospettive per il settore dell’edilizia alla luce della vicenda Credit Suisse. “Inevitabile andare incontro a un rallentamento, ma parlare di recessione è eccessivo”.

La difficile situazione bancaria, unita al continuo rialzo dei tassi di interesse, potrebbe portare presto la Svizzera alla recessione. È l’allarme lanciato dalla Società Svizzera impresari costruttori. “Le avvisaglie di qualche difficoltà ci sono”, conferma a Ticinonews il presidente dell’unione svizzera arti e mestieri (USAM) Fabio Regazzi. Tuttavia, “bisogna dire che l’economia svizzera, e il settore della costruzione in particolare, si sono dimostrati sempre molto resilienti, in questi decenni, agli andamenti del mercato”.

“Parlare di recessione forse è eccessivo”

Secondo Regazzi il settore è quindi sempre stato in grado di reagire “abbastanza bene, anche se credo sia inevitabile che prima o poi si vada incontro a un rallentamento”. Parlare di recessione “è forse eccessivo, ma un rallentamento è più che ipotizzabile a fronte di quelle che sono le prospettive”.

Cosa si può fare

Le ricette per superare questo momento delicato non sono molte. “Io credo che non ci siano tante opzioni, se non quella di puntare sulla qualità del servizio, dei prodotti, e naturalmente anche quella di razionalizzare i processi all’interno delle aziende”, prosegue Regazzi. “Niente come le difficoltà aiuta le imprese a migliorare e a diventare più efficienti. Ci sarà uno sforzo importante”. Un’altra possibilità è cercare altri sbocchi di mercato al di fuori della Svizzera. “Per lo meno, sbocchi in settori di nicchia, dato che il nostro Paese è riconosciuto per essere uno che punta sulla qualità. Un po’ di spazio all’estero lo si può quindi trovare”.

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