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Ticino
L’incertezza in Medio Oriente spinge il franco ai massimi
Redazione
3 anni fa
Con Edoardo Beretta, professore di macroeconomia internazionale all’USI, analizziamo la situazione dei mercati valutari.

In questi giorni il franco è salito ai massimi da oltre un anno sull'euro, avvicinandosi al record assoluto. Lunedì mattina per comprare un euro ci volevano circa 0,95 centesimi di franchi svizzeri. Per ritrovare valori più bassi bisogna tornare al settembre dello scorso anno, quando il corso della moneta europea era scesa fino a 0,94. Il motivo è la situazione incerta in Medio Oriente che ha spinto gli investitori a una corsa ai beni rifugio, come il franco svizzero. “Chiaramente gli investitori si trovano in una situazione di ricerca costante di alternativa, o comunque di soluzione all’incertezza geopolitica e potenzialmente economica di queste settimane”, sottolinea Edoardo Beretta, professore di macroeconomia internazionale all’Università della Svizzera italiana. “Il franco, quindi, si sta prezzando anche con un certo significato, un certo rilievo”. 

Quali conseguenze?

Ancora non è chiaro quanto durerà questa fase, anche se in genere tali episodi sono piuttosto brevi. Questi movimenti, ci spiega Beretta, tendono ad assestarsi a seconda dell’evoluzione del conflitto. Ma quali conseguenze può portare un franco più forte?  “Da un lato permette alla Svizzera di acquistare a condizioni più favorevoli beni dal resto del mondo, dall’altro lato può renderla meno competitiva in altri settori, come quelli dell’esportazione”, prosegue il professore. “Non mi preoccuperei troppo di questi movimenti che sono potenzialmente anche molto temporanei e a cui abbiamo assistito, con una certa regolarità, a seconda del riaccentuarsi di crisi economiche o geopolitiche, negli anni passati”. 

Una situazione allo stremo?

Il rafforzamento del franco, tuttavia, è in atto già da un po’ di tempo. Questa ulteriore spinta non potrebbe portare la situazione allo stremo? “La Svizzera deve convivere con questa situazione di forza strutturale del franco, che però lo scorso anno, in un ambiente particolarmente caratterizzato da spinte inflazionistiche, ha anche permesso all’economia di risentire meno del rialzo di alcuni beni, per esempio di quelli legati all’energia”, sottolinea Beretta. “Il costo dei beni energetici importati dall’estero è stato in parte attutito dal franco forte. Chiaramente è una situazione che non deve perdurare per non compromettere quella che è la tenuta economica della nazione in questa situazione”. Intanto, anche altri beni rifugio stanno vivendo la stessa tendenza del franco: primo tra tutti l’oro.  Ma gli investitori stanno puntando anche su nuove alternative, come le criptovalute.