
È praticamente una valanga quella generata dall’incendio avvenuto ieri sera in Via Campagna Adorna 21b, nel deposito di pneumatici della PM Ecorecycling SA, dove un rogo analogo era già scoppiato nel 2016 e in quel caso fu doloso. Il ripetersi di un fatto simile ha portato numerosi politici del Mendrisiotto e dei vari schieramenti a interrogare Municipio e Consiglio di Stato. Ed è arrivata anche la prima reazione: “Dolo o meno, personalmente il secondo rogo mette la parola fine a questo tipo di attività nel comparto”, ha dichiarato il municipale di Mendrisio Samuel Maffi al Corriere del Ticino.
“Urge chiarezza!”
Dopo alcune interrogazioni a livello comunale, anche al Consiglio di Stato è arrivato il primo atto parlamentare in merito. Redatto dai granconsiglieri Ppd del Mendrisiotto Giorgio Fonio, Maurizio Agustoni e Luca Pagani, il resto chiede al governo di spiegare quali controlli sono stati fatti nel magazzino negli anni. Questo, perché già dopo l’incendio del 2016, rispondendo al granconsigliere leghista Massimiliano Robbiani, il Consiglio di Stato aveva spiegato come i controlli avvengano “a scadenza regolare al fine di verificare il rispetto della legislazione ambientale”. Di questi controlli si chiede anche l’esito, così come la portata dell’impatto ambientale dell’incendio di ieri sera.
“Ora basta”
Poi è il turno di AlternativA, il gruppo che riunisce verdi e sinistra di Mendrisio, che con un comunicato stampa chiede la dismissione dell’attività. “È inconcepibile che un’attività di questo tipo sia ancora tollerata. L’AlternativA chiede pertanto al Municipio di mettere un punto finale a questo insediamento nel comparto. E di avviare un’ampia riflessione a livello pianificatorio. Quella interessata è infatti una zona residenziale che deve convivere con attività artigianali e industriali compatibili con edifici di abitazioni”, si legge. La richiesta è che si punti “su realtà produttive compatibili con il comparto in cui sono insediate”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

