
115 milioni. A tanto ammonta l’impatto economico della cultura in Ticino. Un settore che crea fino a 2’110 posti di lavoro. Lo svela uno studio condotto da BAK Economics, su commissione del DFE e del DECS, che oggi hanno presentato i risultati in conferenza stampa a Bellinzona. Lo studio, condotto prima della pandemia, ha sottolineato l’importanza del binomio cultura ed economia. Il Ticino possiede in particolare un ampio ventaglio di manifestazioni culturali di spessore, con un importante ruolo sociale ed emozionale, ma anche economico.
La cultura interesse strategico per il turismo
Lo studio rivela inoltre come la cultura, per un Cantone a vocazione turistica come il Ticino, “riveste un interesse strategico” essendo parte integrante dell’offerta turistica, indica un comunicato odierno del Cantone. Si rivela quindi fondamentale per aumentare l’attrattiva di una località e “anche in futuro, occorrerà continuare a sviluppare delle sinergie anche tra la cultura e il settore turistico”. Per questo motivo il finanziamento del progetto Ticino Ticket, nato nel 2017 in collaborazione con l’Agenzia Turistica Ticinese (ATT), è stato prolungato fino al 2023, stanziando un importo pari a un milione di franchi. Nei prossimi anni è inoltre prevista la digitalizzazione del Ticino Ticket mettendolo dapprima, nel corso del 2021, a disposizione degli ospiti di alberghi, campeggi e ostelli in formato elettronico e in seguito, a partire dal 2022, inserendolo all’interno di una nuova webapp che comporterà numerosi altri servizi.
Un studio per il Grigioni italiano
Un ulteriore studio sul panorama culturale dei Grigioni italiano, su mandato della RSI e condotto da BAK Economics con la collaborazione della Pro Grigioni Italiano, verrà presentato il 23 ottobre 2021 in Bregaglia.
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