
La riforma della legge tributaria presentata dal Governo ha lo scopo di diminuire la pressione fiscale per le persone fisiche e aumentare la concorrenzialità del Ticino in ambito fiscale. Un'azione che si traduce in un ammanco per le casse del Cantone di circa 47 milioni annui dal 2025. Un impatto che però sarà neutro, sottolinea Giordano Macchi, direttore della Divisione delle contribuzioni: "Si va abolire il coefficiente che torna al 100% e le misure costano esattamente come questa abolizione. Le nuove misure fiscali, invece, costeranno ai comuni ticinesi circa 33 milioni".
Il problema della perdita di contribuenti
L'impatto della riforma sarà dunque soprattutto sui comuni. Ma per Samuele Vorpe, responsabile del centro competenze tributarie della SUPSI che ha partecipato alla stesura del messaggio, il Ticino deve restare al passo con i tempi. "Il rischio di non far nulla ha comunque un costo. A lungo termine, se il Ticino continuasse a restare immobile, avrebbe comunque un costo dato dalla fuga di contribuenti. Lo 0,5% dei contribuenti con reddito superiore a mezzo milione finanziano il 20% del gettito. Se perdiamo questi contribuenti, ci saranno conseguenze sia per i Cantoni, che per i Comuni". Un aspetto che viene sottolineato anche da Felice Dafond, presidente dell'associazione dei comuni, con cui abbiamo approfondito l'argomento. “I 33 milioni comprendono anche i 5,4 milioni della votazione del 18 giugno scorso, quando il popolo ha approvato la deducibilità dei premi di cassa malati per i figli. In realtà sono quindi 27,6 milioni. È una cifra importante e una riduzione del gettito crea non pochi problemi. Ma si tratta di trovare un giusto equilibrio fra una manovra e le misure che si intendono intraprendere. Pensando a tutti gli atti parlamentari che sono stati presentati in questi anni, riteniamo che, con questo pacchetto, questo equilibrio sia corretto. Negli ultimi 5 anni abbiamo notato una partenza verso altri cantoni di 395 contribuenti e un arrivo di 190. Ne sono arrivati meno della metà e questo preoccupa i comuni per il gettito che dovranno incassare nei prossimi anni.

