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L'imam di Viganello: "Ghiringhelli crea problemi intorno all'Islam"
L'imam di Viganello: "Ghiringhelli crea problemi intorno all'Islam"
L'imam di Viganello: "Ghiringhelli crea problemi intorno all'Islam"
Redazione
8 anni fa
Samier Radouan Jelassi: "E' un'enorme falsità pensare che il Corano reciti messaggi di odio"

La petizione di Giorgio Ghiringhelli nella quale chiedeva di "vietare nei luoghi pubblici, o aperti al pubblico o destinati a offrire un servizio pubblico (eventualmente ad eccezione dei luoghi di culto) le preghiere che contengono messaggi di odio e di discriminazione verso i fedeli di altre religioni e che violano le norme del Codice penale" puntava il dito piuttosto chiaramente verso la prima sura del Corano, la fatiha.

Due versetti infatti recitano: "guidaci sulla retta via, la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che sono incorsi nella tua ira, né chi ha perso la retta via". Secondo alcuni esegeti e Ghiringhelli, queste parole sarebbero un messaggio di odio nei confronti di ebrei e cristiani. Ma è davvero così? TeleTicino lo ha chiesto all’imam della moschea di Viganello Samir Radouan Jelassi.

"Questa è una enorme falsità - commenta Jelassi - perché non è possibile che un miliardo e 600 milioni di musulmani credano a questa idea. Non è scritto questo. Questa è un'interpretazione di qualcuno. Noi troviamo nel Corano versetti chiari che chiamano al rispetto dell'altro in generale e in modo specifico al rispetto della gente dei libri che sono gli ebrei e i cristiani".

Inoltre, la questione dei musulmani che pregano in pubblico sarebbe del tutto marginale. "Si immagini - prosegue l'Imam - come sono i 6'500 musulmani del Ticino che stanno pregando tutto il giorno per terra e nella piazza. Vuol dire che in questo momento hanno lasciato il loro lavoro, i loro studi, la loro vita per pregare. Quindi per favore, non dobbiamo polemizzare e creare questa immagine di paura nei confronti dell'Islam e dei musulmani. Può capitare che alcuni turisti che non trovano alternativa, si mettano in un angolo per pregare non mettono la società in pericolo non mettono in difficoltà nessuno. È una preghiera con Dio, e questo capita anche per altre persone di altre fedi".

La petizione di Ghiringhelli, racconta Jelassi, è stata accolta con una certa delusione e tristezzache tra i musulmani ticinesi: "La società ha altrettanti problemi, più profondi e più seri Noi troviamo che questo signor Ghiringhelli non ha niente da fare che solo creare problemi intorno all'Islam e ai musulmani. Queste campagne vengono pagate dalle nostre imposte. E anche da una parte delle imposte la pagano i musulmani che sono cittadini di questo Paese che lavorano per il bene della società, che sono bene integrati e che rispettano le leggi e che chiedono di essere protetti dalla nostra Costituzione che garantisce la libertà religiosa e la pratica religiosa per tutti".

Vietare le preghiere islamiche in pubblico, appare una misura sproporzionata anche alla chiesa cattolica, anche perché non si può escludere che una simile legge possa essere un giorno usata anche contro un rito o una preghiera cattolica. A questo proposito Don Nicola Zanini spiega: "Anzitutto credo sia utile sottolineare come il Codice penale preveda comunque già delle restrizioni in questo senso. E quindi la paura che è paventata dalla petizione di per sé è già limitata dal nostro Codice penale. Quindi non riteniamo si debba proseguire dentro una strada comunque già ben definita dalla nostra legge".

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino

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