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L'imam della discordia
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L'imam della discordia
Redazione
10 anni fa
Dubbi sull'imam invitato all'inaugurazione di Alptransit. Scatta l'interrogazione: "Non è per nulla un moderato"

In occasione dell'inaugurazione di Alptransit prevista per il prossimo 1°giugno, la direzione delle FFS ha deciso di invitare tre figure religiose, tra le quali l’imam di Wil-San Gallo Bekim Alimi. Insieme a lui sono stati invitati anche un rabbino e un abate cattolico.

La figura dell’Imam ha sollevato più di un dubbio in sei deputati PLR in Gran Consiglio (Fabio Schnellmann, primo firmatario, Graziano Crugnola, Alessandro Cedraschi, Fabio Kaeppeli, Franco Celio e Andrea Giudici), che hanno deciso di presentare un’interrogazione parlamentare.

“Appare incomprensibile il fatto che 400.000 cittadini svizzeri di religione musulmana siano rappresentati dall'imam di Wil-San Gallo Bekim Alimi, che è rappresentativo per non più’ dello 0,5% della comunità musulmana in Svizzera” sostengono i deputati liberali. “Costui è membro della UIAS (Unione degli imam albanesi della Svizzera) e parla essenzialmente a praticanti albanesi. Quindi a un piccolo gruppo che è anche in costante contatto con i predicatori formati in Arabia Saudita per diffondere il wahhabismo e salafismo nelle moschee in Svizzera e in altri paesi europei.”

Secondo gli interroganti, inoltre, Bekim Alimi non sarebbe un imam moderato. “Le sue frequentazioni lo dimostrano: ad esempio si è accompagnato all’imam di Pristina (Kosovo) Shefqet Krasniq, capo religioso della Grande Moschea di Pristina, accusato e incarcerato reo di aver sfruttato la propria autorità religiosa per aver attirato centinaia di reclute da più Paesi europei per spingerle a trasferirsi in Siria ed Iraq al fine di battersi a favore del Califfato.”

L’imam Bekim Alimi, sostengono ancora i firmatari dell'interrogazione, è pure in stretti rapporti con il Consiglio centrale Islamico Svizzero dell’Imam salafita Nicholas Blancho, tanto da apparire molto spesso sui loro canali You Tube.

“La decisione delle FFS è quindi discutibile perché legittima agli occhi del mondo nel nostro paese una visione non moderata dell’Islam che mette in imbarazzo i cittadini Svizzeri di religione musulmana che sono nella stragrande maggioranza leali e laboriosi membri delle nostre comunità”, prosegue il testo dell’interrogazione. “Il nostro Cantone non può essere il palcoscenico per queste personalità e quindi la decisone assunta deve essere riconsiderata nel rispetto dello stato di diritto e della sicurezza nazionale in grave pericolo.”

“Inoltre, a questa stregua, potevano essere rappresentate tutte le religioni presenti sul nostro territorio mentre viceversa, per esempio, la religione protestante non sarà presente.”

I deputati chiedono pertanto al Consiglio di Stato di intervenire presso FFS, invitando la direzione a rivedere la loro decisione, così come i criteri adottati per le scelte delle comunità religiose invitate.

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