Cerca e trova immobili
Mendrisiotto
Ligornetto, un nuovo insediamento romano emerge in località Stramonte
DT
DT
Red. Online
2 ore fa
Le ricerche, avviate lo scorso giugno in un’area destinata alla costruzione di un nuovo stabile d’abitazione, stanno portando alla luce un edificio di epoca romana (II-III secolo d.C.) affacciato su una strada e inserito in un’ampia area artigianale e agricola. I reperti testimoniano una straordinaria ricchezza storica per il Mendrisiotto

Il Servizio archeologia dell’Ufficio dei beni culturali sta conducendo un’importante indagine archeologica nei pressi di via Mastri a Ligornetto. Le ricerche, avviate lo scorso giugno in un’area destinata alla costruzione di un nuovo stabile d’abitazione, stanno portando alla luce un edificio di epoca romana (II-III secolo d.C.) affacciato su una strada e inserito in un’ampia area artigianale e agricola. I reperti testimoniano una straordinaria ricchezza storica per il Mendrisiotto. Per permettere alla popolazione di scoprire da vicino i dettagli del ritrovamento, mercoledì 16 settembre alle ore 15:30 si terrà una giornata di porte aperte sul cantiere.

Un territorio ricco di testimonianze antiche

L’area in cui è situato lo scavo di Stramonte è particolarmente ricca di testimonianze dell’occupazione antica. Le evidenze archeologiche documentano infatti una frequentazione continua del territorio che si estende dall’età del Ferro (a partire dal II secolo a.C.), attraversa l’epoca romana e giunge fino all’alto Medioevo (tra il IX e il X secolo).In epoca romana il territorio di Ligornetto – come l’intero Mendrisiotto – rientrava nella sfera d’influenza dei centri urbani di Como e Milano. Iscrizioni rinvenute in passato a Stabio e Ligornetto attestano la presenza di famiglie legate a personaggi che ricoprivano importanti cariche politiche in tali città. Il sito attualmente oggetto d’indagine si trova inoltre a meno di un chilometro dalla sontuosa villa romana di San Pietro di Stabio. Alle tracce di insediamento si aggiungono rinvenimenti di carattere funerario, testimonianze di luoghi di culto e, per l’alto Medioevo, numerose tombe di epoca longobarda risalenti alla prima metà del VII secolo.

Le tracce dell’abitato in località Stramonte

Lo scavo in corso, la cui conclusione è prevista nel corso dell’autunno 2026, si estende su una superficie di circa 500 m² compresa tra il corso d’acqua che costeggia l’attuale via Passeggiata e via Mastri.Le evidenze più antiche finora individuate risalgono agli ultimi decenni prima della nostra era e consistono nei resti di strutture in legno. Successivamente, nel corso del II secolo d.C., l’intera area venne livellata per consentire la costruzione di un importante edificio in muratura. Di questa struttura sono stati finora individuati sei ambienti, inseriti in un perimetro largo circa 8 metri e lungo almeno 11 metri, che prosegue verso ovest oltre il limite del lotto dei lavori. Sul lato meridionale lo scavo ha messo in luce una zona porticata larga circa 3 metri, mentre sul retro sono stati esplorati due ambienti di circa 16 e 20 m².Tra il II e il III secolo d.C. l’edificio fu oggetto di trasformazioni: vennero realizzati nuovi muretti divisori e una pedana nel portico utilizzando laterizi di reimpiego. La fine del complesso, nel corso del III secolo, fu segnata da un violento incendio che provocò il crollo della copertura in laterizi, lasciando abbondanti tracce di carboni.

Un’area per le attività artigianali e la lavorazione dei metalli

Se il portico meridionale si affacciava su una piccola strada, sul retro dell’edificio si estendeva un’ampia fascia di terreno destinata ad attività artigianali e agricole. In questa zona sono emerse buche di palo (indizio della presenza di strutture leggere o coperture effimere) e un piccolo percorso in laterizi di reimpiego con la probabile funzione di viottolo e delimitazione della particella.La funzione precisa dell’edificio non è ancora definita con certezza, ma l’assenza di focolari e di altre strutture riconducibili alla vita domestica sembra escludere l’uso abitativo. Un elemento di assoluto rilievo è invece l’eccezionale abbondanza di scorie ferrose e di scarti di lavorazione del bronzo negli strati del II e III secolo d.C. Questi rinvenimenti suggeriscono la presenza, nelle immediate vicinanze, di un’attività di lavorazione dei metalli su scala significativa.

I risultati di questa indagine contribuiranno a precisare la conoscenza dell’occupazione romana nel Mendrisiotto, aggiungendo un nuovo fondamentale tassello alla ricca storia archeologica della regione.